Cotelli: «Udine cresciuta, occhio alla sabbia negli ingranaggi»

La partita con Udine di domani, domenica, alle 19, al PalaLeonessa, valida per la seconda giornata di ritorno, è il classico match che propone scenari molto differenti rispetto a quella d’andata (vinta dalla Germani senza eccessivi patemi, 81-72, lo scorso 19 ottobre).
Il coach della Pallacanestro Brescia lo sa bene. All’epoca, per gli udinesi, si trattava della terza sconfitta nelle prime tre di campionato. Ne sarebbe arrivata una quarta nel derby di Trieste, prima che la neopromossa riuscisse a incamerare i primi due punti della stagione. Se i biancoblù restano là in alto, l’Apu è nona, ma ha chiuso l’andata da settima e sarà pure la prima avversaria della Germani alla Final Eight di febbraio. Il roster dei friulani è cambiato, e buona parte dell’up-grade è merito dell’arrivo di Christon, già play di Brescia nella stagione 2023-2024.
Le parole
«Il nostro obiettivo è quello di tenere inviolato il PalaLeonessa – afferma Cotelli –. Ma siamo consapevoli di giocare contro una squadra complicata da affrontare, in grado di mettere sabbia negli ingranaggi delle formazioni che incontra. Christon è diventato il faro del gioco di Udine e, a proposito di nostre conoscenze, Alibegovic (Mirza, a Brescia dal 2014 al 2016, ndr) si sta confermando su livelli molto alti. Udine giocherà comunque a viso aperto e noi siamo chiamati ad avere un approccio serio, a partire dall’esecuzione e dalle spaziature in attacco. Per quanto riguarda la metà campo senza palla, l’obiettivo principale è limitare Christon e cercare di fermare le bocche da fuoco dell’Apu».
Al completo (si spera)
A Cantù la Germani ha avuto la possibilità di schierare tutti i propri giocatori dopo settimane disseminate di assenze, sia in partita sia in allenamento. «Ndour sta tornando a pieno regime – prosegue il trentottenne bresciano –. I giocatori che erano stati colpiti dall’influenza stanno meglio. Nel mese scarso che ci separa dalla Coppa Italia (dopo Udine e prima della Final Eight ci saranno le gare con Olimpia Milano, Virtus Bologna e Varese, ndr), ma non solo in vista dell’impegno di Torino, sarà fondamentale ritrovare le nostre line-up, anche quelle più sperimentali, come l’assetto che prevede di utilizzare Rivers nel due in un quintetto dal forte impatto difensivo. Quando siamo al completo, in allenamento, cerchiamo di variare e di esplorare soluzioni alternative».
A proposito di Cantù. Brutta prestazione, attacco in difficoltà, ma alla fine vittoria ottenuta. A volte un risultato così può valere di più di un successo in carrozza... «Nell’economia di un campionato pure questo successo ha un certo peso – concorda Cotelli –. Anche grazie alle partite in cui si incontrano difficoltà l’identità di squadra si rafforza. Lo stesso vale per le gare affrontate in emergenza per via delle assenze, anche se utilizzare certi giocatori molto più del dovuto ti costringe a doverli gestire nel corso della settimana. È quindi chiaro che, a lungo termine, per noi sarà necessario poterci allenare e poter giocare a organico pieno».
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