Germani: Ndour e Rivers difensori già entrati nel clima play off
La vocazione offensiva, il flusso di gioco, i grandi interpreti come Della Valle, Bilan e Ivanovic. Tutte queste cose fanno parte della Germani terza in classifica a due giornate dalla fine della regular season (e a due vittorie dal record societario). Ne fanno parte in modo profondo, ne definiscono l’identità.
Con i play off ormai certi dalla settimana scorsa – gli ultimi 80 minuti serviranno per cercare di difendere con i denti la posizione sul podio – è giusto iniziare a pensare agli spareggi scudetto. Senza distrazioni, ovviamente. Gli impegni a Sassari di domenica prossima e in casa con Treviso quella successiva sono di importanza estrema. Più che un pensiero, si tratta di iniziare ad allenare un atteggiamento. La Pallacanestro Brescia può cominciare a entrare nell’ordine di idee di giocare «quelle» partite.
Non che fin qui si sia passeggiato. Anzi. Peppe Poeta aveva due missioni: esaltare la natura offensiva della squadra, costruire un modo di giocare efficace anche nella metà campo senza palla, pur non disponendo di una rosa con uno spiccato dna difensivo. Il trentanovenne campano le ha completate entrambe. L’attacco «canta» da inizio stagione. La difesa s’è costruita pian piano, fino a diventare una realtà magari non eccezionale, ma – appunto – funzionale. Specie in certi momenti della partita.
In questo impianto – in cui anche chi non è uno specialista non manca mai di fare quel sacrificio in più per aiutare la squadra – spiccano due giocatori in particolare. Sono l’ala-centro Maurice Ndour e l’ala piccola Demetre Rivers. Veterano il primo, non ancora trentenne il secondo (li compirà il prossimo 7 dicembre), sono i due leader della Germani quando la palla è in mano agli avversari. Lo hanno fatto vedere anche l’altroieri, nella gara vinta contro Reggio Emilia (79-66 al PalaLeonessa).
Diversi

«Momo» cambia su chiunque e tiene serenamente due-tre ruoli. «Meech» viene costantemente applicato sul più pericoloso attaccante dell’avversaria di turno. Il primo è un giocatore – e una persona – con un estro tutto suo. Il secondo è più taciturno, e in campo ha l’attitudine del «soldato». In partite come quella di domenica, che hanno un po’ il sapore dell’antipasto di play off (finisse in campionato oggi, l’accoppiamento ai quarti sarebbe proprio contro la Reggiana) il loro apporto è fondamentale. Perché quando il livello di fisicità si alza e quando – per una qualsiasi ragione – l’attacco si trova a produrre di meno, la squadra deve saper non imbarcare acqua e non deve subire parziali troppo ampi.
La partita contro Reggio è un grande esempio. Anzi, le partite. All’andata l’Unahotels realizzò 68 punti, domenica ne ha segnati 66. La media stagionale è di 80. Altra prova strepitosa è stata quella del 30 marzo scorso a Trento, quando i biancoblù tennero a 75 punti un attacco che ne produce quasi 88. Anche grazie alle prestazioni dei due leader silenziosi, che - di settimana in settimana - sembrano sempre più in assetto play off.
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