Germani-Milano, i pezzi da 90 hanno fatto la differenza

Una Germani mai doma è costretta ad arrendersi per la terza volta consecutiva, dopo l’edizione del 2022 e quella del 2025, in semifinale di Coppa Italia a Milano. La quarta in una gara ad eliminazione diretta se consideriamo anche la finale di Supercoppa disputata ad inizio stagione.
L’Olimpia si conferma così la bestia nera di Brescia nelle gare che portano ad un trofeo, ma non potrebbe essere altrimenti considerando l’enorme differenza di qualità tra i due roster. Senza dimenticare anche quanto il pacchetto stranieri biancorosso possa elevare il livello delle proprie prestazioni quando c’è un trofeo all’orizzonte.
Hanno risposto presente tutti i pezzi da 90 presenti nel mazzo a disposizione di coach Poeta a partire da un immarcabile Armoni Brooks autore di 27 punti in 21 minuti che si conferma l’attaccante più letale dell’intero campionato. Complesso anche arginare la coppia Guduric-Shields, a referto rispettivamente con 15 e 17 punti, oltre alla prova tatticamente ineccepibile di LeDay che ha tenuto in piedi il pacchetto lunghi. Difficile anche solo da immaginare per una Germani, tra l’altro priva di Ivanovic, di competere fino in fondo contro un Olimpia da 60% al tiro da 3 punti.
Eppure la truppa di Cotelli ci è riuscita spinta dai 29 punti di Della Valle e dai 28 di Massinburg che a differenza di Godot alla fine si è palesato in questa stagione. Parafrasando una nota citazione della storia italiana, a Brescia è mancata la vittoria, non il valore. La Germani che correva il rischio di aggravare alle Final Eight un complesso momento di stagione dal punto di vista fisico, nonostante la sconfitta, esce dalla kermesse di Torino rinvigorita nello spirito, per affrontare l’ultima parte di regular season.
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