È una carriera costellata di successi quella di David Moss. Ne ha alzati tanti di trofei, il capitano: dunque quel che è successo domenica per lui poteva essere una specie di abitudine. Ma non è stato così: a Torino, anche per lui come per il club e una città è successo qualcosa di speciale e unico. Alzare la Coppa Italia, la prima nella storia bresciana con in braccio suo figlio Mattia Qamar: è stata la sensazione più bella per l’ala di Chicago.
L’abbiamo visto in tutte le salse in giro per la città, treccine al vento con la sua bicicletta e macchina fotografica o con i suoi inseparabili labrador. Oggi David, dopo aver sfidato la «legge di Sansone» è un uomo nuovo, un padre follemente innamorato di suo figlio che ha stretto un patto vincente con un intera città portandola da condottiero ad un incredibile traguardo.



