Moss ricorda Armani: «Quella volta a cena a casa sua, impressionante»

Quello che univa Giorgio Armani al basket era un legame profondo. Non solo in quanto patron dell’Olimpia Milano: Armani era prima di tutto un grande appassionato di pallacanestro e dello sport in generale, ambito al quale ha spesso donato il suo genio fashion (per esempio disegnando le divise della Nazionale di calcio o quelle per gli italiani alle Olimpiadi).
David Moss, ex capitano dell’Olimpia Milano e protagonista del campionato bresciano con la Germani e ora con l’Ospitaletto, ricorda il patron con parole di affetto e gratitudine. Un racconto, il suo, che non fa emergere tanto il grande stilista, quanto l’uomo capace di trasmettere energia, disciplina, amore e gentilezza.

David, com'era il suo rapporto con Giorgio Armani?
Il primo incontro è stato a una cena a casa sua, poco dopo la firma con la squadra. Vederlo dal vivo, entrare nella sua casa, conoscere lui… è stato impressionante. Non tanto per l’aspetto fisico – non era un uomo alto – ma per l’anima, lo spirito, l’amore che trasmetteva. Quella serata mi ha lasciato un’impressione fortissima. Il secondo incontro lo ricordo bene: stavo camminando in città con il cane e l’ho incrociato. Abbiamo iniziato a passeggiare insieme, fu del tutto inaspettato. Una sorpresa bellissima: un uomo come lui che con semplicità condivideva quel momento. Non so nemmeno chi scattò la foto! È sempre stato gentile con me, anche quando ho cambiato squadra. Ogni volta che ci siamo rivisti al palazzetto, a Milano o a Brescia, sentivo che c’era una connessione speciale. Rimarrà sempre con me quell’energia. Sono molto dispiaciuto per la notizia, ma nel mio cuore resta il ricordo di una brava persona.
Sport e moda sono molto legati, ma con Armani lo erano ancora di più. Qual è il suo rapporto con il fashion?
Un mio amico, CJ Wallace, ha pubblicato una foto di noi con Armani e la caption “He’s the only reason if I have a hint of style” (“Se ho un briciolo di stile è solo grazie a lui”), mi ha fatto sorridere. Io penso di avere un mio stile personale, almeno nella mia testa! Però indossare le divise Armani negli anni è stato un privilegio. Possiamo dire che il mondo intero ha ricevuto stile grazie a lui.
Il presidente dell’Olimpia è Leo Dell’Orco, che ora sembra destinato ad avere un ruolo ancora più centrale nell’azienda…
Con Leo non puoi sbagliare. È un presidente che conosce davvero il basket. Ho avuto modo di parlarci e mi ha sempre colpito la sua consapevolezza del gioco. Per quanto riguarda la moda, sarà un doppio impegno. Io non conosco bene quel mondo, ma Armani ha lasciato un’eredità forte. Vedremo come si svilupperà.
Cosa le lascia, quindi, Giorgio Armani?
L’ultima volta che l’ho visto, la scorsa stagione, mi era sembrato in buona salute. Non mi aspettavo questa notizia, ma la vita è così. Dai nostri momenti insieme mi porto questo insegnamento: se fai le cose con il cuore, con l’anima e con la mente aperta, puoi ottenere successi incredibili, anche inaspettati. Più che una lezione è l’impressione che mi ha lasciato la sua vita osservata da fuori. Aveva un’anima giusta, una mente aperta, piena di amore. E con queste qualità non puoi sbagliare.
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