Basket

Con Jenkins la ripartenza Germani è anche figlia dei dettagli

Il player development coach racconta il lavoro sui singoli per aiutarli a crescere anche nella leadership sul campo
In casa Germani Brescia iniziano a essere costanti: i segnali di crescita vera sono sempre più forti - © www.giornaledibrescia.it
In casa Germani Brescia iniziano a essere costanti: i segnali di crescita vera sono sempre più forti - © www.giornaledibrescia.it
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Non sono servite scintille alla Germani per accendere quella miccia che ha dato vita ad un autentico spettacolo pirotecnico nel finire del 2021. I brillanti risultati ottenuti nelle ultime giornate di campionato sono frutto di un continuo crescendo di condizione mentale e fiducia. Quella fiducia che la società, anche nei momenti di maggior difficoltà ha trasmesso al gruppo e che, con il tempo è riuscito a trovare quell’equilibrio capace di portare ad offrire oltre ai risultati una pallacanestro di livello.

La scorsa estate, Brescia, ha tra l’altro voluto inserire nel suo staff una figura «inusuale» per il basket italiano prendendo spunto da oltre Oceano e mettendo al servizio della squadra Isaac Jenkins nel ruolo di «Player Development Coach». Un’occasione importante dopo le esperienze oltreoceano (tra G-League e Nba con gli Washington Wizards), con i risultati che collimano con le aspettative: «Come prima cosa penso che per me sia un onore ricoprire questo ruolo in Italia, questo per la fiducia che mi hanno dato Ferrari, De Benedetto e Magro. Sono a Brescia in un momento della mia carriera dove posso migliorare molto visto che, a differenza dell’Nba dove eravamo in molti per ogni franchigia a fare questo lavoro, qui mi trovo a farlo da solo con un gruppo più grande».

Brescia dopo un avvio in salita ha trovato quel grande equilibrio mentale che ora consente di fare la differenza: «Sono molto felice per questo, i ragazzi stanno crescendo, passiamo tanto tempo insieme e sia nei momenti buoni che nei momenti off cerchiamo di migliorare nei dettagli. Prendo come esempio Moss, giocatore di grande esperienza e livello: è un continuo migliorarsi e mettersi al servizio della squadra». Tra i tanti «più», balza all’occhio la straordinaria crescita di Michael Cobbins. Un impennata a discapito delle statistiche che lo vedevano più efficace ad inizio stagione quando le cose non giravano: «Mike fa tante cose buone che nel print-out di ogni quarto non vengono segnalate. È un leader incredibile, un giocatore che parla tantissimo con i compagni durante la partita, sempre sul pezzo su ogni esigenza difensiva. Sono cose molto importanti che non vedi su una statistica ma che servono alla squadra». Una leadership che non si può comprare al supermarket: «Qualche settimana fa, Mike ha avuto sintomi di raffreddore quindi è rimasto a casa per precauzione, in quell’allenamento lì si parlava pochissimo.

Cobbins è "pro-active", fa tutto d’istinto, la comunicazione in questa pallacanestro dove le partite si vincono in difesa e non in attacco è fondamentale, e sotto questo aspetto Mike per noi è una grande forza».

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Progressi collettivi che aprono scenari diversi da quelli di un mese fa: «Questo è solo l’inizio, iniziare è stato il passo più difficile, per noi è stato tosto ma l’abbiamo affrontato bene. Migliorarci sempre per un futuro ancor più roseo». Anche Marco De Benedetto (di fatto, da ieri nuovo direttore generale) ha voluto sottolineare l’importanza del lungo texano: «Mike ha messo a disposizione del gruppo leadership, etica del lavoro e qualità difensive che gli hanno permesso di diventare in fretta il leader della squadra».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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