Il tempo è galantuomo, e probabilmente lo è ancora di più con i galantuomini. Maurizio Buscaglia non ne aveva fatto mistero: era felice di allenare a Brescia. Apprezzava club, piazza, tifo, ma fino a quel momento li aveva vissuti solo da avversario.
In quei mesi tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 riuscì a salvare una Germani in grande difficoltà, ma lo fece nel campionato «sottovuoto», quello dell’immediato post-pandemia. Niente tifo, niente contatti umani, niente città da vivere in libertà, niente caffè al bar la mattina. Era vita a porte chiuse. La Pallacanestro Brescia centrò l’obiettivo quel famoso 25 aprile, vincendo a Cremona, e poi chiuse al PalaLeonessa il 10 maggio, superando Pesaro in una gara che non aveva alcun peso ai fini della classifica.




