Bilanci Germani: il Laquintana bis ha portato frutti

C’è chi dice che le minestre riscaldate non funzionano mai. O chi lo afferma ha torto, oppure quella di Tommaso Laquintana alla Germani non è la storia di una minestra riscaldata. E quell’anno passato a Trieste (2020-2021) è solo da considerarsi una parentesi che ha solo momentaneamente interrotto un rapporto mai realmente finito.
Fatto sta che dopo il biennio 2018-2020 vissuto con la maglia biancoblù e, appunto, l’esperienza all’Allianz, il play di Monopoli, quest’anno, ha probabilmente vissuto la propria migliore stagione a Brescia. Circostanza che potrebbe portare il club a inserirlo anche nella rosa per il prossimo anno. Il tutto, alla luce di un progetto di massima che si basa sull’idea di non cambiare troppo rispetto all’annata conclusasi da poco.
È contemporaneamente vero che in fatto di esterni, in casa Pallacanestro Brescia, regna una bella quota d’incertezza, perché non è affatto certo (anzi) che i due «imperatori» Amedeo Della Valle e Nazareth Mitrou-Long - che fanno gola in Eurolega e non solo - rimangano agli ordini di Alessandro Magro. Quindi, di fatto, dalle decisioni della guardia di Alba e del play canadese dipenderanno una serie di valutazioni, sempre nella logica di creare un roster non già e non solo fatto di giocatori forti, ma anche di atleti che si «incastrino tra» loro.
In questo senso, il ritorno di Laquintana alla Germani si è rivelato un colpo che ha funzionato molto bene. Dopo un inizio di stagione non semplice, il numero 24 è cresciuto a vista d’occhio, insieme al resto della squadra. In varie interviste il playmaker ha ricordato quanto importante sia stato il lavoro con coach Magro - che in ogni allenamento non gli ha risparmiato appunti, ma che lo ha premiato in moltissime occasioni regalandogli minuti significativi sul campo in gare di primo piano - e quello del player development coach Isaac Jenkins.
Difesa arcigna, tenacia, un po’ di sana follia e di sfrontatezza (in campo, perché fuori risulta spesso timido e pacato), e la capacità di rompere il gioco sono tra le sue armi migliori. La perla della sua stagione è stata la prestazione a Brindisi, nella sua Puglia, in una domenica in cui mancava Della Valle: 20 punti, 5 rimbalzi, e un finale di gara trascinante.
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