Tennis, impresa Bolelli-Vavassori: prima coppia italiana a vincere a Roma

Gli azzurri piegano Granollers e Zeballos: «Trionfare qui è unico: team straordinario, ci toglieremo altre soddisfazioni»
Tennis, Bolelli e Vavassori trionfano a Roma
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Tennis, Bolelli e Vavassori trionfano a Roma

Simone Bolelli e Andrea Vavassori vincono il torneo di doppio maschile degli Internazionali d’Italia 2026. Gli azzurri, settima testa di serie del tabellone, piegano al tie-break – 7-6 (8) 6-7 (3) 10-3, in due ore e 17 minuti di gioco – Marcel Granollers e Horacio Zeballos e diventano la prima coppia italiana a vincere a Roma.

L’impresa

Nel 1963, ultimo anno con una coppia azzurra in finale, Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola si arresero per 6-3 6-3 6-1 a Hewitt/Stolle. Sempre Pietrangeli e Sirola si fermarono all’ultimo atto al Foro Italico nel 1955, 1956, 1957, 1959 e 1961, mentre nel 1960 la finale contro Emerson/Fraser venne interrotta e il titolo non venne assegnato. Le altre coppie azzurre ad andare a un passo dal titolo furono De Morpurgo/Gaslini nel 1930 e Palmieri/Sertorio nel 1933.

L’ultimo successo con un italiano in finale risale al 1991, quando Omar Camporese vinse il torneo in coppia con Goran Ivanisevic battendo Jensen/Warder.

Una vera e propria impresa di Bolelli e Vavassori, che tra semifinale e finale hanno battuto la prima (Heliovaara/Patten) e la seconda testa di serie (Granollers/Zeballos) del tabellone. Per il bolognese e il piemontese è il secondo titolo 1000 vinto insieme in carriera (e nel 2026), dopo il successo di marzo a Miami.

L’emozione

«Ce l’abbiamo fatta, era un risultato che volevamo e lo cercavamo da tanto tempo. Vincere a Roma è un’emozione unica: questo torneo non è nostro, ma di tutti. Abbiamo fatto un grande lavoro e sono grato ad Andrea (Vavassori, ndr) che mi sta allungando la carriera. Credo che ci toglieremo altre soddisfazioni. Siamo un team fantastico». Così Simone Bolelli nel corso della premiazione

«Ringrazio Simone per il torneo fantastico e ringrazio il mio team – ha esordito invece Vavassori –. Poter condividere questo con mio padre è un qualcosa di inimmaginabile. Un grazie speciale anche al pubblico, che ci ha permesso di giocare in questa cornice speciale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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