Ogni martedì Sabina Zanetti chiude il negozio di ottica a Iseo alle 18, per arrivare ad Adro in tempo all’allenamento. Intanto, Giulia Giustacchini sta vendendo le ultime porzioni di pesce fritto. Arrivano di corsa le mamme Silvia Kluz e Sara Bracchi, che hanno lasciato l’agonismo per dedicare maggior tempo alla famiglia. Gioca ancora invece Giorgia Agosti, che col Cologne ha appena concluso il campionato di serie C a un dignitoso nono posto.
Sono loro le indispensabili guide – che in gergo vengono chiamate partner – del Team Volley Cazzago Special Olympics, e hanno il compito di accompagnare alla pratica della pallavolo ragazze e ragazzi con problemi cognitivi e intellettivi e poi in partita vanno in campo assieme a loro.
Assistenti giovanissimi
C’è chi, come Martina Troli, ha appena preso la patente. Gioca nell’Under 19 Enrico Baglioni. Sono invece state frenate da seri infortuni Mara Usanza, 23 anni, e Aurora Castellini, 18 anni, e in questo nuovo ruolo hanno riscoperto l’amore per lo sport. Ma è cambiata la vita soprattutto dei ragazzi loro affidati.
Alcuni vengono da gravi esperienze di bullismo, perché la loro estrema sensibilità non viene sempre apprezzata. Uno di loro, a esempio, all’inizio aveva paura di schiacciare, perché in caso di errore la palla avrebbe provocato dolore alla rete. Angeli che vanno protetti dall’incomprensione che spesso arriva proprio dai loro coetanei. Alcuni frequentano La Nuova Cordata, cooperativa di Iseo socio-educativa e di formazione all’autonomia, o La Scotta di Capriolo, che eroga servizi pubblici rivolti alle persone disabili. Ma è in palestra che Nicola, Angelica, Nicolò, Rebecca, Davide, Greta, Matteo, Arianna, Silvia ed Elisa si sentono veramente sé stessi, in uno sport bellissimo e coinvolgente che fa sentire tutti importanti.
Qui nessuno vince da solo e ognuno contribuisce alla conquista del punto: chi difende, chi alza, chi schiaccia. C’è poi una regola non scritta, ma osservata da tutti, secondo la quale i partner (tre in ogni squadra) in partita schiacciano solo su un avversario come loro. Va detto che vincere o perdere, in questo contesto, è ininfluente. È molto frequente che i progressi di un atleta con disabilità intellettiva vengano festeggiati da tutti, anche dagli avversari.

Unione
Seguire un allenamento di pallavolo integrata fa capire che senso di condivisione si sia creato nel gruppo. Con pazienza i partner - dopo un adeguato riscaldamento - insegnano ai loro allievi i fondamentali e ogni minimo progresso viene accolto da applausi e urli di gioia.
Grazie a questa esperienza – voluta fortemente dal presidente Giovanni Bonomi e dalla moglie Angela Orizio sull’esempio di quelle già esistenti a Brescia e Montichiari – è migliorata anche la vita di tanti genitori, che vedono i loro figli più felici. «Molti si sono conosciuti qui – raccontano alcuni di loro – e sono nate nuove amicizie. Nessuno si sente giudicato, tutti si sentono compresi». E c’è anche chi confessa di non aver mai assistito prima a una partita di pallavolo e ora invece non se ne perde una.

Decisioni
I ragazzi vengono da Chiari, Capriolo, Adro, Paratico, Cortefranca e Passirano, il team è stato formato a settembre e si è già preso le proprie soddisfazioni nei primi tornei. «C’è stata solamente una rinuncia - racconta Bonomi -. Un ragazzo non si è ambientato e ha preferito smettere. Eventualità da mettere in conto nel complesso di un’iniziativa andata al di là di ogni altra aspettativa, grazie anche al supporto di uno sponsor come Basso Sebino Bcc».
È altissima la frequenza agli allenamenti, vissuti con impegno, ma senza rinunciare alla gioia di stare assieme. Succede ad esempio che Rebecca annunci a tutti che è il suo venticinquesimo compleanno e intanto vengano portati in palestra i dolci. Mossa incauta: alla vista di tanto ben di Dio, alcuni atleti si scaraventano sul buffet e interrompono la sessione. Poi, però, comprendono che sarà ancora più bello festeggiare alla fine tutti assieme, tornano in campo e riprendono a giocare resistendo persino alle irrefrenabili tentazioni di una Sacher Torte.



