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Paralimpiadi, Ravelli e Cotti Cottini sul podio per la terza volta

Mario Nicoliello
Il primo conquista l’oro con Bertagnolli, il secondo l’argento con Mazzel: «scambio» di medaglie dopo l’altra impresa di ieri
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Paralimpiadi, altre due medaglie alle guide bresciane
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È lo sci alpino la miniera dell’Italia paralimpica ai Giochi casalinghi. Grazie ai quattro podi in combinata – 1 oro e 3 argenti – la truppa azzurra supera il bottino di Pechino 2022 (nove medaglie attuali contro le sette cinesi) e eguaglia, a quota tre, il record di vittorie in una singola edizione. Sugli scudi ci sono sempre Jack e Chiara, i trentini Bertagnolli, oro dopo un argento e un bronzo («Non ho mai provato un’emozione così. Ci tenevo tantissimo a portare a casa l’oro») e Mazzel, argento dopo un oro e un altro secondo posto («Una medaglia inaspettata, perché non ci credevo molto»).

I bresciani

Ravelli dà indicazioni a Bertagnolli nella manche di slalom - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Ravelli dà indicazioni a Bertagnolli nella manche di slalom - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Ad accompagnare i medagliati seriali i due valorosi angeli custodi camuni, Andrea Ravelli e Nicola Cotti Cottini, ambedue per la terza volta sul podio in altrettante fatiche. «Sono felicissimo, perché è arrivato l’oro che volevamo. Abbiamo addosso una scarica di adrenalina incredibile, solo noi sappiamo quanto questa medaglia l’abbiamo sudata», spiega Ravelli, aggiungendo: «Sapevamo anche i carichi di responsabilità che avevamo sulle spalle, perché quando arrivi a una Paralimpiade già con delle medaglie al collo le pressioni sono molto più alte e questa tensione alla fine arriva».

In combinata hanno scaricato tutto: «Giacomo ha sentito un brivido diverso, perché ha scoperto che più grandi sono le difficoltà, il carico di lavoro e gli ostacoli che bisogna affrontare per ottenere un risultato e più grande è la ricompensa quando poi tale risultato lo si ottiene». Una grande gioia, ma non è ancora finita: «Abbiamo un gigante e uno slalom da correre. Ora un po’ di riposo per permettere a Giacomo di rimettersi per poi ritornare più in forma che mai venerdì».

Al settimo cielo anche Cotti Cottini, sempre con la tuta rosa in gara: «Sono molto contento per questa manche di slalom. Chiara è stata molto brava perché è la specialità in cui fa più fatica. Non era facile tenere dietro l’austriaca Stary, che va molto forte tra i pali. Averla superata vuol dire che Chiara ha disputato un’ottima manche, coordinata, mi ha sempre seguito, con una buona velocità anche nel tratto finale».

Nicola Cotti Cottini insieme a Chiara Mazzel - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Nicola Cotti Cottini insieme a Chiara Mazzel - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Tra cassa e cuffie

In gara Cotti Cottini si attacca attorno alla schiena una cassa sonora che emette musica: «Serve a creare un corridoio sonoro che consente a Chiara di restare nella mia scia e capire se è allineata con me». Diversa invece la condotta di gara di Ravelli e Bertagnolli: tra di loro nessuna colonna sonora, ma solo indicazioni in cuffia.

«Giacomo non ha bisogno dei comandi sonori, ci basta essere collegati tramite un interfono che abbiamo all’interno del casco, con un canale sempre aperto senza cliccare nulla. Dobbiamo rispettare delle distanze imposte dal regolamento (al massimo una porta in superG, quattro in slalom, ndr), ma a seconda di come sta lui siamo più o meno vicini: quando si sente bene gli lascio più spazio in modo che possa esprimersi al massimo senza essere limitato», spiega Ravelli.

Cotti Cottini guida ancora a medaglia Mazzel - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Cotti Cottini guida ancora a medaglia Mazzel - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Accorgimenti che arrivano dall’esperienza. Come per esempio la tattica in slalom: «Parto prima e lui scatta quando io solo alla seconda parte, perché così in una decina di curve mi recupera e si adatta alla mia velocità». Strategia che ha pagato con moneta sonante. A differenza delle prove veloci, nella specialità multipla che assomma superG e slalom, stavolta non sono solo gli ipovedenti e le loro guide a calpestare il podio. A conquistare la piazza d’onore sono anche Federico Pelizzari tra gli atleti in piedi e il padrone di casa Renè De Silvestro nella categoria seduti. Nulla da fare invece nella sprint di fondo per Giuseppe Romele, che ha mancato l’accesso in finale. Domani il riscatto nella 10 chilometri.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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