Pallamano Cologne, sentirsi ancora vitali inseguendo il tricolore

A Cologne vanno tutti pazzi per la pallamano, negli ultimi tre anni ancora di più. Fondata nel 1984, la società nel tempo è diventata per il movimento provinciale il cuore pulsante, che ora batte a mille dopo l’insediamento del presidente Daniele Vitali, uno di quei visionari di genio che fanno la storia, nello sport e nella vita. Quando è arrivato, la squadra militava ancora in A Silver - il secondo campionato nazionale - lui come obiettivo ha indicato lo scudetto e c’è chi lo ha guardato con meraviglia.
Ricordi
«Ma anche quando ero giocatore - dice - e nei primi campionati di B prendevamo caterve di gol, non avevamo nemmeno un palazzetto e dovevamo giocare a Castelcovati, ci prendevano per matti quando parlavamo di serie A. E alla fine la abbiamo ottenuta». A quella prima storica promozione del 1997/’98 contribuì anche lui diventando una bandiera della pallamano, non solo bresciana. Vitali ha riportato l’entusiasmo di una volta poi ha dimostrato coi fatti che ci credeva.

La mossa risolutiva, nella scorsa stagione culminata con la promozione nella A Gold, è stata l’ingaggio di Marko Knezevic, stella internazionale di questo sport, che nel 2024 aveva lasciato l’Italia dopo aver vinto lo scudetto a Fasano. Il presidente gli ha telefonato e per mostrargli quanto ci tenesse il giorno dopo era già a Belgrado, dove il fuoriclasse serbo stava disputando il torneo con la Stella Rossa. Contrariamente a quanto si crede, non sono solo gli ingaggi a convincere i campioni, conta di più la prospettiva di poter compiere qualcosa di importante. Conquistato dai programmi, Knezevic ha detto sì contro ogni comune logica di mercato, visto che altrove avrebbe potuto ottenere molto di più.
È come se nel calcio Kvaratskhelia, dopo il tricolore vinto col Napoli nel 2023, tornasse in Italia per andare al Monza. Knezevic, nella pallamano, è come il fuoriclasse georgiano, uno capace di decidere partite e tornei. Con un valore aggiunto in più: è un formidabile uomo squadra, guida per i compagni, che dopo le difficoltà iniziali (un solo pari in otto giornate) sono andati migliorando, confortati dalla presenza di un asso in grado di soccorrerli nel momento del bisogno.

Oggi vedere giocare il Cologne è uno spettacolo per gli occhi e per la mente, anche per l’atmosfera creatasi al palazzetto. Il tifo è ininterrotto e al tempo stesso sportivo, i sostenitori ospiti vengono accolti con rispetto, persino lo speaker ha un ruolo importante perché è caloroso e non fazioso. Un consiglio: muovetevi almeno una mezz’ora prima se non volete fare la fila. L’anno scorso, per la finale-3 vinta contro Belluno che garantì la promozione in A Gold, non c’era un buco libero.
Uomo ovunque
Quando vai al Palasport e chiedi dove sia Vitali, spesso rispondono «Dappertutto». È proprio così. Lo vedi ovunque, coi giocatori, in mezzo ai dirigenti o a contatto con gli sponsor, tutti del territorio, che è riuscito a coinvolgere con la sua irrefrenabile carica risvegliando l’orgoglio di appartenenza alla società e al paese.
Eppure da questo ambiente magico che lo ha visto crescere Daniele è stato lontano anche nove anni. «Alla fine dell’attività agonistica - conferma - non dico mi fosse venuta la nausea, però sentivo il bisogno di staccare da un mondo che mi aveva dato tanto ma mi aveva anche prosciugato le energie. Molti mi chiedevano, senza esito, di ritornare».

C’ è riuscito un ragazzino, cioè suo figlio. «A mia insaputa era entrato nel settore giovanile della società, un giorno mi telefonò per chiedermi di andare a prenderlo al Palazzetto perché non sapeva come tornare a casa. Vidi in tutto questo un segnale del destino, capii che il Cologne aveva bisogno di me e ho sentito la necessità di restituire alla pallamano tutto quello che mi aveva dato». Quest’anno l’obiettivo era salvarsi, però il coro ricorrente degli ultras del Cologne nelle partite interne è sempre quello: «O Daniele, portaci in Europa!». Non oggi, non domani, forse neppure dopodomani: è facile pensare che Vitali, dopo aver riportato Cologne nella pallamano che conta, soddisferà anche questo desiderio.
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