Ad un certo punto entrava in campo una ragazzina, quella con la treccia, segnava 4-5 gol e spesso risolveva le partite. Abbiamo imparato a conoscerla così, Sofia Ghilardi, che debuttò in A2 con la Leonessa a solo 15 anni, a 17 era già in A1 ed oggi, a 23 non ancora compiuti, è diventata una delle più forti giocatrici italiane di pallamano, punto fermo della Nazionale e del Bressanone, da mercoledi 4 maggio all’assalto dello scudetto dopo aver vinto già la coppa Italia.
Gli esordi
Ne ha fatti di passi, ed anche in fretta, la ragazza di Cologne, che ha esordito bambina nella squadra del paese, sull’esempio del fratello Cesare, giocatore della formazione maschile. «Diciamo pure che la mia passione era il calcio - sorride ora -, i miei genitori avrebbero preferito per me la ginnastica artistica e così con la pallamano abbiamo raggiunto un compromesso». In città arriva nel 2014, avviando un percorso che la porterà presto a essere tra le titolari in A2 e poi fra le protagoniste - due stagioni dopo - nel massimo campionato che l’esordiente Brescia conclude con una salvezza colta in largo anticipo. E proprio al San Filippo debutta con la maglia della nazionale contro Montenegro nelle qualificazioni europee.



