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Olimpiadi di Pechino, Salvadori lancia le sue slalomiste

Il tecnico bresciano: «Mi basta vedere Gulli e Della Mea sciare come sanno». La gara nella notte di domani
Nei giorni scorsi. Il bresciano Devid Salvadori alla partenza per Pechino
Nei giorni scorsi. Il bresciano Devid Salvadori alla partenza per Pechino
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La rivincita per Mikaela Shiffrin e Petra Vlhova, entrambe uscite con le ossa rotta dal gigante, una ricomparsa per Federica Brignone, che assaggerà la neve solo in vista del superG di venerdì, e la prima volta della carriera a cinque cerchi per Lara Dalla Mea e Anita Gulli.

Peccato non ci sia anche la bresciana Marta Rossetti nello slalom olimpico in agenda nella notte tra oggi e domani (prima manche alle 3.15, seconda alle 6.45), ma i nostri colori saranno difesi sulla tribunetta degli allenatori da Devid Salvadori, tecnico delle specialiste azzurre dei pali stretti.

La chiacchierata col tecnico triumplino di nascita e di stanza ad Iseo, compagno di vita di Nadia Franchini, non può che cominciare dall’gnone in gigante. «Sono andato a dare una mano ai tecnici delle porte larghe. Ho seguito la gara in pista nel pezzo centrale e posso dire che il risultato ha rispecchiato i valori in campo. La svedese Sara Hector ha dominato la stagione e anche alle Olimpiadi ha dimostrato di avere un passo in più. La Brignone è stata stupenda, mettendo la sua firma su una medaglia davvero sonante».

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Il podio della valdostana è anche una molla per caricare le due giovani azzurre che disputeranno lo slalom insieme alla veterana: «Partiamo da un dato, stavolta l’obiettivo non può essere qualificarsi per la seconda manche, perché ai Giochi olimpici, così come ai Mondiali, a tutte è consentito di fare due discese. Quindi sarei soddisfatto solo se ambedue riuscissero a sciare come sanno in entrambe le manche. Non voglio pormi aspettative in termini di piazzamenti».

Il pettorale di partenza - presumibilmente attorno al numero 31 per la friulana Della Mea e verso il 40 per la torinese Gulli - non sarà un problema: «Abbiamo visto nel gigante che la pista, completamente costruita con neve artificiale, tiene molto bene. Il fondo regge anche nei passaggi con pettorali alti, perciò non ci saranno scuse. È una neve aggressiva, che va bene interpretata. In questi giorni ci siamo allenati bene, quindi sono fiducioso».

Infine due parole sulla gardesana Marta Rossetti, assente dopo una stagione con parecchie difficoltà in Coppa del Mondo e pure in Coppa Europa: «È normale che l’anno dopo l’infortunio ci possano essere dei problemi nel ritrovare la fiducia nei propri mezzi, ma sono sicuro che saprà tornare, semplicemente credendo in se stessa».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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