Questa intervista è parte del progetto «Interviste allo specchio», condiviso con L’Eco di Bergamo e nato in occasione del 2023, l’anno che vede i due capoluoghi uniti come Capitale della Cultura 2023. Ogni domenica i due quotidiani propongono l’intervista a due personaggi autorevoli del mondo culturale (nell’accezione più ampia), uno bresciano e uno bergamasco, realizzate da giornalisti delle due testate. Di seguito trovate l’intervista al personaggio bresciano. Per scoprire il contenuto dell’intervista all’omologo bergamasco invece, vi rinviamo a L'Eco di Bergamo (in calce all’intervista trovate il link diretto alla pagina dedicata del quotidiano orobico).
Il ciclismo è uno sport popolare che ha solide radici fra Brescia e Bergamo, due delle province da sempre con maggiori tesserati e praticanti in Italia. Uno sport che sublima la fatica e la sofferenza, due caratteristiche nel dna di questi territori capaci di reagire alle difficoltà, testa bassa e pedalare verso il traguardo. Da generazioni le due province sfornano ciclisti che hanno portato lustro e gloria all’Italia e appassionato migliaia di tifosi con le loro imprese. Uno di questi è senza dubbio Michele Dancelli, dieci anni di carriera a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta.




