Leonessa Brescia, la repubblica della pallamano basata sul vivaio

Erano leoncine, sono diventate leonesse. Molte di loro avevano poco più di 14 anni quando – per la indisponibilità di alcune titolari – nel 2020-2021 furono lanciate nell’arena della A2 di pallamano in piena era Covid, fra tamponi e limitazioni, in partite a porte chiuse, con i genitori a seguirle a distanza grazie alle dirette su Facebook. E quando, nella stagione successiva, in panchina è andata Simona Savoldi, ex giocatrice di altissimo livello, la rosa della Leonessa si è ulteriormente ringiovanita con altri elementi usciti dal vivaio.
Le ragazze sono maturate in fretta. Le hanno prese e le hanno date senza avere paura di nessuno. Hanno girato l’Italia con trasferte anche in Sardegna, e cementate da un forte spirito di gruppo sono arrivate a un passo dalla A1 dopo aver conquistato nel 2023 le finali promozione.
Quest’anno, col ritiro delle ultime veterane, la rivoluzione si è completata, perché la rosa è composta completamente da atlete uscite dal vivaio. Nessuna viene da fuori provincia così come è interamente bresciano l’organigramma societario, nel quale ci sono molte ex giocatrici, dalla vicepresidentessa Gloria Sbardellati alla consigliera Carla Antonelli, dalle allenatrici delle giovanili Federica Galli, Barbara Razio e Zoraima Torriani alla fisioterapista Natalia Girotto e alla collaboratrice Anna Cavagnini. «Non è una scelta di chiusura verso gli altri – chiarisce il presidente Narcisio Paganotti –. Semmai il segnale della passione profonda che lega le ex al club nel quale sono cresciute. Qui si respira un clima di famiglia e chi va via prima o poi torna».
Ringiovanire
La decisione di ringiovanire la rosa è partita da lontano, dopo le tre stagioni disputate nel massimo torneo dal 2016 al 2019, accompagnate anche dalla soddisfazione di una finale di Coppa Italia disputata. «Per restare competitivo – ricorda Paganotti – il club era costretto a innesti esterni, ma così le nostre ragazze giocavano poco. Allora decidemmo di autoretrocederci per dare loro più spazio. Gli sponsor e i tifosi hanno condiviso questa strada e non hanno smesso di sostenerci». Ed è rimasta la giocatrice di maggior spicco, Sara Bellini, 23 anni, il cui debutto boom in A1 nel 2018 portò a offerte da grandi club.
Le ha sempre rifiutate ed è tuttora il faro della squadra. Nell’ultima partita di campionato vinta contro il Malo (30-25) ha segnato 10 gol. Tra questi, uno è stato realizzato con una deliziosa palombella su punizione a fil di sirena del primo tempo, che ha fatto impazzire il San Filippo. Un’altra che ha assaggiato la grande pallamano è il portiere Sara Brescianini (22 anni), vice di Alice Piffer ai tempi del triennio in A1.
Ormai è una sicurezza e contro il Malo ha parato due rigori. A rubare l’occhio anche le gemelle Alessia e Francesca Franchi, diciottenni, espressione più pura di talenti valorizzati a chilometri zero. Abitano a due passi dal San Filippo e giocano qui da quando erano bambine.
Unità
Affrontare avversarie più grandi ormai non spaventa più nessuna. Sottolinea Beatrice Libris (18 anni), una delle pupille di Simona Savoldi, perché sa trarre insegnamento da ogni partita e da ogni allenamento: «Ormai abbiamo imparato a fare da sole e poi il leader ce l’abbiamo in panchina perché la nostra allenatrice ci segue ogni giorno, e dall’alto della sua esperienza sa sempre darci i consigli giusti».
La forza del collettivo è sottolineata anche dalla facilità con cui si è inserita Beatrice Aglio (22 anni), che si è aggiunta alle compagne dopo una lunga esperienza nella ginnastica. «Siamo amiche anche fuori dal campo – spiega –, così poi viene naturale darsi una mano in partita, nei momenti di difficoltà».

I maggiori li ha semmai Simona Savoldi, quando è il momento di fare la formazione. «E questo è un premio al lavoro svolto negli anni – commenta –, perché ormai posso disporre di una decina di giocatrici affidabili e intercambiabili e, almeno all’inizio, mi tocca lasciarne qualcuna fuori. Mi piace vedere come sono unite e anche come sono migliorate nella gestione delle partite. Una volta erano timorose e subivano le situazioni, ora sanno dominarle come è successo contro il Malo, quando per ben due volte in inferiorità numerica abbiamo costruito break di due gol». Simona ha un sogno: «Mi piacerebbe un giorno portarle tutte in A1. Ma l’approccio deve essere graduale, per non bruciarle». Lasciamole crescere, ci stupiranno.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
