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L’allievo De Cristofaro supera il maestro Cassarà

Il giovane bronzo tricolore ha sconfitto nel fioretto lo zio ai quarti di finale degli Assoluti di scherma in Liguria : «A 17 anni promette bene»
Andrea Cassarà e Mattia De Cristofaro agli Assoluti in Liguria - Andrea Trafiletti - Bizzi Team
Andrea Cassarà e Mattia De Cristofaro agli Assoluti in Liguria - Andrea Trafiletti - Bizzi Team
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C’è un sedicenne di Adro che a colpi di fioretto si sta facendo largo tra i grandi della scherma italiana. Mattia De Cristofaro non smette di stupire e dopo aver conquistato in stagione il bronzo individuale e l’oro a squadre agli Europei Under 17 di Tallinn, si riveste di bronzo ai Tricolori al Pala Mariotti di La Spezia.

La notizia di suo è già sensazionale, ma a conferire un tocco di storicità è il fatto che Mattia abbia battuto anche il campionissimo Andrea Cassarà. Il passaggio di consegne avviene dunque sul palcoscenico degli Assoluti, dove l’allievo batte il maestro e si prende il bronzo tricolore a 16 anni. Il nipote riceve quindi il testimone dallo zio ed è pronto a continuare, anche ad alto livello, la tradizione di famiglia.

Mattia De Cristofaro terzo ai Campionati italiani, Andrea Cassarà eliminato nei sedicesimi di finale dal suo pupillo: era destino che la saga familiare col fioretto in pugno dovesse avere un evento preciso per identificare il cambio di era. Ebbene, quanto accaduto domenica in Liguria rappresenta davvero il momento del cambio di registro.

Nipote d’arte

Figlio di Valentina, la sorella maggiore dell’olimpionico, Mattia acciuffa il podio ai Nazionali dei grandi nonostante sia ancora un cadetto. Il fiorettista di SchermaBrescia completa la sua strepitosa stagione con una medaglia straordinaria, un metallo acciuffato al cospetto dei più forti azzurri.

De Cristofaro ha cominciato la competizione con un girone di tre vittorie e due sconfitte, per poi iniziare a macinare nel tabellone a eliminazione diretta. Dopo la vittoria per 15-12 nei 32esimi su Giuseppe Franzoni delle Fiamme Gialle, l’assalto da circoletto rosso è andato in scena nei 16esimi. Non un semplice duello, bensì un derby di famiglia, di società e di generazioni. De Cristofaro ha affrontato a spron battuto il maestro e zio Andrea Cassarà, battendolo per 15-14 in un match che tutti a bordo pedana hanno interpretato come la consegna di un mandato da parte di una leggenda della scherma bresciana, lombarda, italiana e internazionale al suo erede designato.

Foconi contro De Cristoforo agli Assoluti in Liguria - Foto Andrea Trifiletti - Buzzi Team
Foconi contro De Cristoforo agli Assoluti in Liguria - Foto Andrea Trifiletti - Buzzi Team

Nel suo percorso verso la finale, De Cristofaro agli ottavi ha battuto 15-13 Federico Pistorio del Frascati Scherma, per poi assicurarsi il podio battendo con un altro 15-14 Alessandro Paroli dell’Aeronautica Militare nei quarti di finale. A fermare la corsa di De Cristofaro è stato solo un campione del mondo come Alessio Foconi, altro aviere, che in semifinale ha avuto la meglio per 15-12, prima di andare a vincere anche la finale e laurearsi campione italiano.

Primo passo

Il bronzo di De Cristofaro è il primo mattoncino per una carriera a livello assoluto. Classe 2006, alunno della scuola Madonna della Neve di Adro, per lui il futuro è decisamente prossimo. «Essere terzo agli Assoluti a meno di 17 anni, che compirà a settembre, è un risultato bellissimo. Mattia - osserva Cassarà - sta crescendo, si sta piano piano affermando e io non potrei essere più contento da zio, allenatore e compagno di squadra».

La continuità nel movimento bresciano conferisce una carica in più anche al veterano, poiché all’indomani della prova a squadre Cassarà trascina i Carabinieri fino alla finale per il terzo posto nel campionato italiano a squadre di serie A1, per poi arrendersi nella finalina per il bronzo contro l’Aeronautica. Il quarto posto a squadre è il miglior piazzamento stagionale per Cassarà.

E visto che i risultati da allenatore, con la crescita esponenziale di De Cristofaro, si sono visti, non è da escludere che nel prossimo futuro il mancino di Corte Franca decida di dedicarsi esclusivamente alla carriera da tecnico.  

 

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