Questione di tempo. E non è superflua, tutt’altro. Perché a Marcell Jacobs interessava sì vincere al debutto dopo essere entrato nella leggenda, ma interessava pure avere il riscontro del cronometro. Che nello sport, nell’atletica in particolare, è sempre il giudice supremo. E al meeting indoor Istaf di Berlino ha dato il pollice verso l’alto al due volte campione olimpico dei 100 metri e della 4x100.
Avvicinamento
Non era scontato e lo stesso Jacobs ne aveva bisogno. Anche perché puoi allenarti bene quanto vuoi, puoi pure correre i 150 metri sotto i 15’’ netti in allenamento, come fatto dal desenzanese nel ritiro di Tenerife. Ma se poi in gara le gambe non girano e non arriva il riscontro cronometrico iniziano i dubbi, le domande, le paure. I piccoli intoppi che in una stagione possono trasformarsi in montagne impossibili da scalare. Non è stato così per l’uomo che ha riscritto la storia dello sport italiano. Che in Germania non solo ha vinto, ma ha pure convinto nella finale. Ad una batteria in cui s’era mostrato un po’ contratto (6’’57 il suo tempo), quasi naturale dopo 182 giorni senza competizioni, è seguita una finale convincente con ottimo tempo di risposta alla partenza e un 6’’51 conclusivo con evidente margine. «È stato anche meglio del 2021 - ha infatti commentato Jacobs - visto che ci ho messo cinque centesimi di meno. Ora spetterà a me capitalizzare questi cinque centesimi nel resto della stagione».




