Il bresciano che sta facendo innamorare Sidney del padel

Andrea Melisi, in Australia dal 2022, è salito al quinto posto nel ranking Asia Oceania ed è coach di alto livello
Andrea Melisi in Australia sta scalando le classifiche del padel
Andrea Melisi in Australia sta scalando le classifiche del padel
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È Sinner il re dell’Australia, ma una piccola, meritatissima ribalta in quel Paese se la sta conquistando anche un giovane bresciano della Volta. Si tratta di Andrea Melisi, chiamato lì nell’ottobre 2022 ad appena 20 anni come istruttore di tennis e ora diventato tra i più forti nel padel - sport che praticava già in città - tanto da aver raggiunto il quinto posto nel ranking Asia/Oceania. E durante un torneo ha vissuto una esperienza elettrizzante, quella di vincere contro Pat Rafter, due volte trionfatore dell’Open degli Stati Uniti e numero uno al mondo nel 2006.

«Potrò dire agli amici – ci scherza su - di averlo battuto in un Australian Open ma non dirò che era padel». Poi ammette. «Si vedeva che era alle prime armi ma è uno che con la racchetta a 51 anni ci sa ancora fare. Lo smash e le volée sono quelle che tutti noi ricordiamo: se gioca sei mesi ci supera tutti».

Momento

Il bresciano in campo
Il bresciano in campo

Quella di Andrea in Australia sembrava essere un’esperienza transitoria. «Dopo anni di tennis agonistico sentivo l’esigenza di cambiare, così ho intrapreso il percorso per diventare maestro. Ho cominciato nel Tc Gavardo, poi ho mandato il mio curriculum un po’ ovunque e mi ha chiamato la Voyager Tennis Academy di Sydney. Dovevo restare in prova per sei mesi, già dopo due mi hanno proposto di fermarmi per due anni e ho accettato. Anche se le giornate di lavoro per me cominciano molto presto, con le prime lezioni alle 6.30, la considero un’esperienza formativa. Sono high performance coach e mi occupo dei ragazzi di alto livello dai 12 ai 18 anni ed è bello seguirli nel percorso di crescita».

Andrea si è perfettamente inserito nel nuovo ambiente, parla molto bene l’inglese e ha imparato prestissimo a cavarsela da solo pur a migliaia di chilometri da casa. «Ho colleghi francesi e spagnoli, ho stretto amicizie anche con istruttori del posto. Lo scambio di esperienze è continuo».

Tutto pensava, tranne che il padel, col tempo, diventasse il primo amore. «All’inizio lo avevo vissuto come un modo per scappare dallo stress del tennis, ma con il passare del tempo ho cominciato a viverlo sempre di più come uno sport, anche perché esalta le mie caratteristiche: a tennis non ho mai avuto un gran servizio però sono sempre stato un giocatore rapido e questo ora mi aiuta». Col compagno di doppio Tim Brown, numero uno del padel australiano, ormai ha formato una coppia difficile da battere.

Bravo nel giocare a rete e capace di usare al meglio le sue doti atletiche, Melisi sta progredendo torneo dopo torneo nonostante si alleni solo due-tre volte alla settimana e senza un tecnico che lo segua. Ora il suo obiettivo è di scalare anche il ranking mondiale.

Prossime tappe

In una nazione che ama molto il tennis sta crescendo anche il padel: «Fino allo scorso anno - sottolinea Andrea - se ne parlava poco ora sta conquistandosi sempre più popolarità, anche perché è accessibile a tutti. Credo sia una scommessa che si possa vincere e voglio dare il mio contributo per divulgarne la pratica. Fra l’altro proprio Rafter è stato nominato ambasciatore e fondatore di Padel Australia». E l’Italia? «Mi manca, eccome, soprattutto la famiglia. Per i miei genitori non è stato facile accettare che andassi via così giovane poi hanno capito che era una irrinunciabile opportunità professionale. Vista la distanza, purtroppo ci vediamo pochissimo».

Una delle ultime volte è capitato in Italia, non a Brescia. «È successo quando io e Tim abbiamo rappresentato l’Australia alle finali della Veneto Padel Cup 2023. Il torneo comprendeva 32 Paesi, è durato a lungo, siamo arrivati in semifinale e per me non c’era tempo di passare da casa e così sono venuti loro a vedermi giocare a Venezia».

E chissà che un giorno non lo possano applaudire anche nei grandi tornei professionistici, quelli degli assi, stavolta con i colori dell’Italia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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