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Doping, Rebecca Passler riammessa alle Olimpiadi: ecco perché

La specialista del biathlon avrebbe assunto della Nutella con lo stesso cucchiaio della mamma, sottoposta a sua insaputa a terapia oncologica a base di Letrezolo. «Giorni difficili, grazie a tutti»
Rebecca Passler, azzurra del biathlon - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Rebecca Passler, azzurra del biathlon - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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La Corte Nazionale d'Appello di Nado Italia (Nadab) ha accolto il ricorso di Rebecca Passler contro la sospensione provvisoria per positività al Letrozolo riscontrata nel corso di un controllo del 26 gennaio scorso, riconoscendo il «fumus boni iuris», ovvero l'apparente fondatezza dell'assunzione involontaria o della contaminazione inconsapevole della sostanza in oggetto. «La Federazione accoglie con piacere l'esito del ricorso che consente a Rebecca di tornare a disposizione della squadra», commenta Flavio Roda, Presidente FISI.

La ricostruzione

La ragione della decisione della corte – a quanto ricostruisce il Corriere della Sera – è da ricondurre ad una serie di circostanze molto specifiche, delle quali l’atleta era allo oscuro. Nei giorni scorsi, tra gli esperti interpellati, lo stesso Fabrizio Pregliasco, direttore della

scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, aveva spiegato come «il Letrozolo sia un farmaco vero e proprio, un inibitore dell'aromatasi, utilizzato soprattutto in oncologia, in particolare nel tumore della mammella, e talvolta anche off-label in ambito endocrinologico».

Un farmaco molto particolare, dunque. La spiegazione di come tale sostanza sia stata riscontrata nel fisico dell’atleta altoatesina è stata individuata nel fatto – di cui Rebecca Passler – era all’oscuro, che la mamma è attualmente sottoposta a terapia oncologica per un tumore al seno di cui ha volutamente tenuto all’oscuro la figlia, per non turbarne la preparazione alle Olimpiadi. La giovane biathleta ha trascorso i giorni precedenti all’esame antidoping con la famiglia e avrebbe condiviso con la mamma un cucchiaio per mangiare della Nutella. Da lì sarebbe derivata la contaminazione, a sua totale insaputa.  

«Giorni difficili»

«Sono stati giorni molto difficili - ha commentato accogliendo la buona notizia Rebecca Passler -. Ho sempre creduto nella mia buona fede. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato, dagli avvocati che hanno seguito la mia situazione, alla Federazione Italiana Sport Invernali, ai miei familiari e amici. Adesso posso finalmente tornare a concentrarmi al 100% sul biathlon». Rebecca Passler si aggregherà alle compagne di squadra a partire da lunedì 16 febbraio, giorno in cui sarà a disposizione dello staff tecnico per le successive competizioni del programma a cinque cerchi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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