Discovery Kenya al training camp di Kapsabet, tra verdi colline di tè

Quarta giornata con gli atleti dei Rosa Associati, per la 35esima edizione dello storico progetto
Francesco Venturini
Discovery Kenya, tappa alle Nandi Hills
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Discovery Kenya, tappa alle Nandi Hills

Un’altra giornata in Kenya, la quarta. Un’altra tappa di un viaggio che continua a lasciare segni profondi, suggestioni e riflessioni, vissuto insieme al team di Rosa Associati. La meta di oggi sono le Nandi Hills, per la visita al training camp di Kapsabet. Lo scenario è da cartolina.

Colline verdissime che sembrano non avere fine, immense piantagioni di tè che colorano il paesaggio e accompagnano ogni sguardo, regalando una sensazione di pace quasi irreale. Immersi nella natura, incontriamo il gruppo di atleti di Rosa Associati, pronti fin dalle prime ore del mattino a calpestare i sentieri per il consueto allenamento.

Il programma è semplice: 14 chilometri di corsa in circa un’ora, senza forzare, ma con quella naturalezza che qui è parte del quotidiano. Terminata la seduta, ci spostiamo al training camp di Kapsabet, uno dei tanti nati dalla visione del dottor Gabriele Rosa, fondato nel 2016 in collaborazione con Stanley Biwott - oggi supervisor della struttura -, vincitore della maratona di New York nel 2015. Un progetto pensato per offrire opportunità concrete ai giovani, che nella maratona possono trovare un futuro e una prospettiva di crescita. Oggi il camp ospita una ventina di atleti, seguiti quotidianamente da coach Laurence Sina.

«Qui abbiamo iniziato da zero – spiega Piergiuseppe Picotti di Rosa Associati – e già nei primi due anni sono arrivati buoni risultati, poi consolidati nel tempo. Questa è una struttura diversa da quella di Kaptagat, il camp è più semplice, ma c’è tutto il necessario compresa la fisioterapia. Soprattutto, qui c’è più fame rispetto ad altri posti». Da questa zona sono passati atleti di grande livello come Titus Kipruto, Dickson Chumba e lo stesso Biwott. «È un’area ideale per correre – continua -, non a caso ci sono diversi camp, le condizioni sono perfette».

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Il resto della giornata ci porta a contatto con un’altra anima di questa terra, quella delle piantagioni di tè, dove il tempo scorre con un ritmo diverso. La raccolta è ancora manuale, paziente, rispettosa di gesti tramandati nel tempo. Assistiamo all’intero processo. Dalla foglia raccolta a mano fino alla lavorazione nella Chemomi Tea Factory, produttrice di tè nero di altissima qualità, esportato in tutto il mondo e destinato a grandi brand internazionali.

Due linee di produzione lavorano 24 ore su 24 circa 100 tonnellate di foglie raccolte quotidianamente, che diventano 20 tonnellate di tè nero, declinato in diverse intensità. Numeri importanti, che raccontano un’altra forma di eccellenza del Kenya, silenziosa ma profondamente radicata nel territorio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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