Jacobs, la testa al Mondiale: «Tornare a Tokyo sarà speciale»

A poche settimane dal ritorno in gara, Marcell Jacobs ha scelto di fare un passo indietro verso le proprie radici. Niente raduni internazionali, niente metropoli. La preparazione in vista del Mondiale passa da Desenzano del Garda, dove tutto è cominciato. Qui, sul lago e con la famiglia accanto, il campione olimpico di Tokyo 2020 sta ritrovando continuità, ritmo e serenità, dopo un inizio di stagione tutt’altro che semplice. Lavoro, concentrazione e obiettivi chiari: Jacobs non cerca scorciatoie. Punta a tornare protagonista, ma lo vuole fare nel momento giusto.
Jacobs, come sta andando la preparazione?
«Bene, sto lavorando con continuità e le sensazioni sono buone. Quando inizi a pianificare una stagione, speri sempre che tutto segua il programma, ma per esperienza so che quasi mai va così. Lavorando al 200%, il rischio di un infortunio è sempre dietro l’angolo. Ho avuto tre lesioni al bicipite femorale, una cosa abbastanza seria. C’è voluto tempo per recuperare, ma una volta superato lo stop ho ripreso con il giusto passo».
Ha scelto di restare a Desenzano – preferendola a Roma – per preparare un evento così importante. Perché?
«Perché qui ho tutto quello che mi serve. La pista dove ho cominciato, la mia famiglia, un ambiente sereno. Mi alleno bene e riesco anche a conciliare la vita familiare. La federazione mi aveva proposto Roma, garantendomi tutto il supporto necessario, e la ringrazio. Ma ho ribadito che anche qui sono nelle condizioni ideali per lavorare a 360 gradi».
La gara di Turku, in Finlandia, è stata quella del ritorno in pista e anche dell’immediato stop: cosa ha capito da quella prestazione?
«Che non ero ancora pronto. È servita come test per capire dove intervenire e cosa migliorare. Da lì abbiamo annullato tutte le altre gare: l’obiettivo principale è il Mondiale, e accelerare i tempi sarebbe stato controproducente. Meglio fermarsi, sistemare tutto e tornare a correre forte quando davvero conta».
Ora come si sente fisicamente?
«Sto bene. Mi sto allenando con continuità e i test sono positivi. L’atmosfera qui a Desenzano è speciale. Il 20 agosto sarò a Losanna per una gara importante, un passaggio chiave per capire a che punto sono. Da lì in poi si entrerà davvero nel vivo».
Com’è il rapporto quotidiano con coach Rana Reider?
«Ottimo. Ci sentiamo ogni giorno. Mi manda i programmi, riceve tutti i dati, guarda i video degli allenamenti e li commenta in tempo reale, soprattutto sulle partenze. Stiamo lavorando con attenzione, anche se ovviamente ci sono giorni in cui rendo meglio e altri in cui ho bisogno di recuperare. Ma il percorso è solido».
La testa è già a Tokyo?
«Assolutamente sì. Tutto quello che stiamo facendo è finalizzato al ritorno su quella pista. Lì ho vissuto l’emozione più grande della mia carriera, e tornarci davanti a uno stadio pieno sarà qualcosa di speciale. Non mi sono dato un tempo preciso da raggiungere, voglio solo esprimermi al massimo. Non credo ci sia un favorito netto, la gara sarà apertissima. Il vero ostacolo sarà entrare in finale, poi tutto può succedere».
Nel frattempo, trova anche il tempo per lavorare con i ragazzi della tua Academy.
«Mi piace molto. Lavorare con i giovani mi diverte, mi dà energia. Vedo in loro la voglia di migliorare e di ottenere risultati. Da coach è tutto diverso, certo, ma è bello vederli crescere. Mi danno stimoli anche nel mio lavoro quotidiano».
A Brescia sta per nascere il nuovo impianto indoor. Pensa possa diventare un punto di riferimento anche per lei?
«Perché no? È un progetto importante per l’atletica bresciana. Un impianto del genere mancava e darà la possibilità a tanti atleti di allenarsi nelle migliori condizioni anche d’inverno. Mi piacerebbe usarlo personalmente e portarci anche i ragazzi dell’Academy. È un passo avanti concreto per tutto il movimento».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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