Spazio animali

Blatte, perché compaiono in casa e come eliminarle (davvero)

Dalle specie più comuni ai luoghi dove si nascondono, fino ai rimedi per prevenirle e combatterle: l’identikit degli insetti e come comportarsi
Elisa Rossi

Elisa Rossi

Giornalista

Una Blatta orientalis -  © www.giornaledibrescia.it
Una Blatta orientalis - © www.giornaledibrescia.it

Suscitano repulsione, forse perché sono velocissimi a nascondersi quando si accende la luce, e preoccupazione perché veicolano molti patogeni come la salmonella. Gli scarafaggi non sono certo belli da vedere e neppure una presenza rassicurante. Sapere quando trovano le condizioni ideali per crescere e svilupparsi, quindi, può fare la differenza quando li si vuole debellare definitivamente.

Abbiamo chiesto a Melania Massaro, conservatrice della sezione di zoologia del Museo di scienze naturali di Brescia, di aiutarci a conoscere meglio i blattoidei.

Blattella germanica © www.giornaledibrescia.it
Blattella germanica © www.giornaledibrescia.it

In questi giorni abbiamo dato notizia della loro presenza...

Ed è normale per questa stagione. Con l’allungarsi del fotoperiodo e l’innalzamento delle temperature si mettono in moto, soprattutto le femmine. Questo succede per gli scarafaggi, ma anche per molti altri animali e insetti come formiche o i rettili, è il caso del biacco. La pullulazione – ovvero quando escono in massa – avviene perché sono parecchi e cercano nuovi nidi dove stabilirsi e fondare un’altra colonia.

Quali sono i loro luoghi preferiti?

I blattoidei sono estremamente resistenti e prolifici (almeno tre le generazioni a stagione), sono insetti lucifughi, hanno paura della luce, e per questo preferiscono luoghi umidi e bui, come i tubi e i tombini. Sono specie sinantropiche e commensali, vivono in ambienti abitati dall’uomo e si adattano a cibarsi dei nostri resti. Questa stagione, con i primi caldi e l’umido li favorisce.

Quali sono le specie più presenti?

La blattella germanica, che è più piccola, e la blatta orientalis, nera e più grande. Individuare la specie è uno dei fattori principali di successo dell’eliminazione perché hanno comportamenti riproduttivi, alimentazione e abitudini diverse. Se una ditta che interviene identifica la specie è un segnale di serietà. I cittadini possono anche fotografare la carcassa e mandarcela via mail o catturarlo e portarlo alla zoologia del Museo di Scienze in un barattolo.

Se li si vede in casa come comportarsi?

Prima di tutto perseverare, non lasciarsi scoraggiare dopo i primi giorni di trattamento. In commercio ci sono gel e polveri, bisogna metterle laddove li si trova a passare. Col tempo troveremo le carcasse e smetteranno di passare. Fondamentale però è sapere che entrano in casa soprattutto dagli scarichi di bagno e cucina quindi, se li troviamo in casa, bisognerebbe trattare non solo i nostri scarichi e la nostra casa, ma quelli dell’intero condominio o della bifamiliare, insomma, dove ci sono scarichi in comune. Lo stesso discorso va fatto sui tombini e gli scarichi esterni, vanno controllati e trattati.

Come gestire la dispensa a casa?

La maggior parte delle infestazioni riguardano magazzini e luoghi dove sono stoccate derrate alimentari. Quando in casa si nota la loro presenza la prima cosa da fare è trattare con il gel il ripiano sotto il lavandino. Se poi li si nota nella dispensa è un segnale che l’infestazione è più seria.

Il consiglio?

Intervenire tempestivamente e coordinarsi con i vicini. E senza drammi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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