Perché tanti sconfitti eccellenti al primo turno di Wimbledon

C’è qualcosa che non torna, o forse sì, nel primo bilancio italiano di Wimbledon 2025. E racconta di un equilibrio che non c’è: tra uomini e donne, tra aspettative e realtà, tra reputazione e prestazione. A fine primo turno, la fotografia è netta: cinque tennisti italiani su dieci fuori subito dal torneo. Le tre azzurre in gara, invece, tutte qualificate. Non è un dato da sottovalutare, e non solo per questione di genere.
Certo, alcuni match maschili sono stati segnati da incroci sfortunati. Jannik Sinner ha affrontato Luca Nardi, condannando inevitabilmente il connazionale all’uscita di scena. Ma il resto del quadro racconta storie diverse, spesso amare. Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti, in campo più per dovere che per ambizione, sono stati spazzati via dai rispettivi avversari. Gli infortuni recenti — al Foro Italico per il primo, al Roland Garros per il secondo — avevano già ridotto al minimo le loro speranze. Berrettini, che un tempo dominava l’erba, ieri a tratti è parso irriconoscibile, pur lottando caparbio fino al termine. Musetti ha fatto il possibile, ma tra le gambe pesanti e i postumi di un virus intestinale ha finito per cedere malamente a Nikoloz Basilashvili in quattro set.

Non ha aiutato il clima, letteralmente: il giugno più caldo mai registrato nel Regno Unito dal 140 anni in qua ha trasformato gli stadi e i campi in fornaci. I 38 gradi percepiti a Wimbledon (33 reali) hanno pesato sulle gambe e sulla testa di molti. Gli effetti negativi sono stati determinanti per Musetti, reduce sia dai guai muscolari alla gamba sinistra, sia da un problema gastrointestinale. Ceduto il passo sul campo 2 all’esperto georgiano (6-2 4-6 7-6 6-1), il carrarino ha avuto più tardi modo di dare la propria versione dell’accaduto: finito lo slam sulla terra rossa il 6 giugno (ritiro nella semifinale parigina contro Alcaraz), è rimasto fermo per un edema all’adduttore sinistro. I medici non gli hanno dato alternative: nessun torneo prima di Londra. Dove s’è palesata, giorni fa, l’infezione, fastidiosa e debilitante.
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— Wimbledon (@Wimbledon) July 1, 2025
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Gli altri italiani eliminati nel martedì di esordio dei Championships sono Matteo Arnaldi, a corto di cinismo nei momenti chiave contro Botic Van De Zandschulp, e Giulio Zeppieri, che ha sprecato due set di vantaggio con Shintaro Mochizuki. Restano in gara Sinner — apparso assai solido dopo un inizio un po’ contratto con Nardi — e due ragazzi che avanzano, convinti di poter fare strada. Sono il veterano Lorenzo Sonego e l’ambizioso romano Flavio Cobolli, entrambi vincenti in tre set netti.
Torneo femminile
Poi ci sono le donne, davvero sorprendenti. Elisabetta Cocciaretto ha firmato l’impresa del giorno: fuori Jessica Pegula, numero 3 del mondo, sconfitta con autorità (6-2 6-3). In conferenza stampa la marchigiana ha raccontato di una lunga telefonata con Sofia Goggia davvero inspiring, come dicono gli americani. Ha forse giocato il miglior tennis della carriera, per nulla messa in soggezione dagli oltre cento posti in classifica che la dividono dalla miliardaria di Buffalo.
E non è stata da meno Lucia Bronzetti, che ha eliminato in due set la svizzera Jil Teichmann grazie alla solidità mentale e alla lucidità tattica. Bravi i rispettivi coach, Fausto Scolari e Francesco Piccari. Ovviamente, la terza ragazza al secondo turno è Jasmine Paolini, qualificata ieri, che tra poche ore affronterà la russa Kamilla Rakhimova. Il torneo femminile non lesina peraltro sorprese, come suo solito: la trionfatrice del Roland Garros, Cory Gauff, è già sull’aereo che la riporta a New York, dopo essere stata presa a pallate dall’ucraina Dayana Yastremska (7-6 6-1).

Tre donne su tre avanti, cinque uomini su dieci fuori. E se il confronto interno al team azzurro già dice molto, quello con i piani alti del tennis mondiale conferma l’anomalia di questo primo turno londinese infuocato. Dei dieci Top Ten Atp al via, quattro sono già a casa. Non è solo Musetti (numero 7): sono usciti anche Alexander Zverev (3), Holger Rune (8) e Daniil Medvedev (9). Il tedesco pare ancora stordito dalla batosta subita da Sinner a Melbourne, il danese è imploso su se stesso come spesso gli accade, il russo è sempre più perso in una crisi personale e tecnica.
E allora Wimbledon, al primo giro di boa, diventa anche un termometro emotivo del tennis maschile: sfibrato e confuso. Al contrario, chi ha resistito a problemi e gradi centigradi di troppo — uomini o donne — l’ha fatto per convinzione e con scelte chiare. Da Sinner in su, o giù, serve lucidità. Da accoppiare a resistenza e determinazione.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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