Vezzoli: «Sono stato rozzo, ma non sono razzista»

La definisce una «risposta poco ortodossa ad un post». Ma allo stesso tempo precisa: «Non sono razzista». Così il consigliere comunale di Rovato Diego Vezzoli interviene dopo il nostro articolo di ieri in cui abbiamo raccontato di una sua risposta: «il colore della m..» pubblicata, con un like del sindaco di Rovato, su Facebook sotto il messaggio di un utente: «Quindi i negher non si possono chiamare negher, non si possono chiamare di colore, non si possono chiamare... Mandiamoli a casa così non dobbiamo più chiamarli».
Prima di entrare nel dettaglio del caso al centro di un’interrogazione in Consiglio comunale del gruppo Rovato, Vezzoli, rispetto a quanto da noi erroneamente scritto in merito alla sua militanza nel Carroccio, precisa: «Sono un uomo di destra, faccio parte della lista civica Tiziano Belotti, in quanto la più vicina alle mie idee, ma non ho la tessera della Lega».
Poi torna sul suo messaggio. «Il post in questione menzionava l’obbligo di utilizzo, da parte degli atti di Bruxelles, dei neologismi politicamente corretti e io sono assolutamente contrario all’utilizzo di questi neologismi, e alla parola «di colore», che genera ilarità e stupore anche all’immigrato africano presente in Italia. Nella mia risposta al post, non si voleva né screditare né offendere chi è africano, bensì polemizzare forse in maniera un po’ rozza contro l’utilizzo di tale neologismo. Mi scuso se qualcuno l’ha interpretata in maniera offensiva e razzista, ma non era quello l’intento».
Poi torna anche sulla fotografia del 25 aprile 2019 quando vestiva una divisa delle SS. «Non sono assolutamente razzista, né neonazista, ma unicamente appassionato di storia ed eravamo ad una rievocazione. E qualcuno deve pure vestire i panni del cattivo».
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