Poco più di 15mila euro all’anno per cinque anni. Una cospicua rendita che ha fruttato una condanna a sei anni di reclusione a chi per l’accusa e i giudici, che hanno sposato ricostruzione dei fatti e quantificazione della pena, quel denaro ha indebitamente intascato. Si è chiuso con questo verdetto il processo alla 64enne amministratrice di sostegno finita a processo con l’accusa di peculato per aver «distratto» 78mila euro dai conti correnti dell’anziana di Sulzano che avrebbe dovuto aiutare nel disbrigo delle pratiche burocratiche, ma anche nelle esigenze di tutti i giorni.
La sentenza è arrivata a metà della mattina di ieri, al termine di un processo che, originato dalla denuncia delle nipoti dell’anziana dipartita nel 2017, ha messo sul tavolo i conti e gli ammanchi, peraltro asseverati dalla perizia del Tribunale, ha verificato i falsi esibiti al tribunale per giustificare le spese non giustificabili e raccolto la confessione dell’imputata.




