Sebino e Franciacorta

Omicidio di Cologne: «Lui e la vittima sembravano amici, ci pare impossibile»

La testimonianza della titolare del bar che frequentava Mossali, accusato e in carcere: «C’è tanta incredulità»
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

L'officina di proprietà del presunto omicida - Foto Gabriele Strada Neg © www.giornaledibrescia.it
L'officina di proprietà del presunto omicida - Foto Gabriele Strada Neg © www.giornaledibrescia.it

«Ancora non ci crediamo, sembra impossibile». Sono queste le parole delle persone che abitano o lavorano nel centro di San Pancrazio. Sono le parole di chi conosce Cristiano Davide Mossali, il meccanico 53enne titolare di un’attività in via Milano che ora si trova in carcere accusato di aver ammazzato Nexhat Rama, il kosovaro 40enne ritrovato carbonizzato nella Range Rover in fiamme lunedì pomeriggio nella campagna di Cologne.

Sconvolgente, almeno stando a quanto ricostruito dall’accusa, la testimonianza della titolare di un bar del centro, che Mossali frequentava. «Ho riconosciuto la vittima dalla foto sul Giornale di Brescia e li ho visti qui più volte insieme. Sembravano amici», ha spiegato, mentre alcuni clienti seduti al tavolino discutevano proprio di questo episodio. «A noi non ha mai parlato di problemi economici, non sapevamo nulla», ha concluso la donna.

La maggior parte dei cittadini della frazione di Palazzolo ha appreso la notizia giovedì sera, altri, come uno storico fornitore del 53enne (che ha vissuto per anni a Capriolo), sono venuti a conoscenza del fatto ieri mattina, nel vedere i giornalisti fuori dall’officina. «Lo stavo chiamando al telefono, ma non mi rispondeva... Non ci posso credere, lo conosco da oltre 10 anni. È da tanto che lavoriamo insieme, da quando aveva l’attività nelle vicinanze del casello dell’A4 di Rovato». L’uomo ha faticato a metabolizzare la notizia, poi ha visto i sigilli dei carabinieri affissi sul cancello dell’azienda.

I vicini di casa hanno parlato di «un uomo tranquillo, con il quale ti fermavi volentieri a fare due parole. Non è tanto che lavora e abita qui con la sua famiglia, ma con noi era gentile e disponibile. Abbiamo capito che qualcosa non andava perché mercoledì e giovedì abbiamo visto più volte i carabinieri. Ma ancora non riusciamo a credere a quello che abbiamo letto». Anche la parrucchiera che ha l’attività proprio di fronte all’officina di Mossali non ci può credere: «Il mio pensiero va al figlio, un giovane d’oro al quale tutte noi siamo molto affezionate».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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