Fine di un incubo. Anche per il paese dell'imprenditore 59enne inghiottito in un buco nero, in un silenzio che sembrava cifra dell'epilogo più drammatico. Non stanno più nella pelle famigliari e amici di Sergio Zanotti, liberato da poche ore in Siria dopo 3 anni nelle mani di rapitori. A Sulzano l'ex moglie, la prima a lanciare l'allarme per la scomparsa di Zanotti e a Marone, paese d'origine di Zanotti la sorella felicissimi per la notizia della liberazione e chi in paese lo incontrava spesso per strada o al bar. Rapito nel 2016 l'imprenditore bresciano era riapparso in un video con indosso una casacca bianca e il fucile puntato da una persona a volto scoperto, chiedendo aiuto perchè in pericolo imminente di vita.
Una notizia quella della liberazione di Zanotti che in pochi minuti ha fatto il giro del paese a Marone dove tutti conoscono l'imprenditore 59enne. E dove ora tutti attendono di poterlo riabbracciare. Certo prima bisognerà attendere che il 59enne ora a Roma, risponda ai magistrati della capitale che proprio questa mattina lo stanno ascolando per acquisire elementi utili a fare chiarezza su un rapimento per il quale al momento è aperto un fascicolo alla voce sequestro di persona con finalità di terrorismo.


