Sebino e Franciacorta

Indagini serrate dopo la rapina in villa a Iseo, tentato assalto anche a Paratico

Carabinieri al lavoro per capire se si tratta della stessa banda o di un altro gruppo
Una pattuglia dei Carabinieri
Una pattuglia dei Carabinieri

Indagini serrate da parte degli inquirenti per far luce sulle rapine in villa, messe a segno su tutto il territorio bresciano a partire da quest’estate: da Palazzolo e Corte Franca fino a Iseo, passando per il colpo di settimana scorsa a Calvisano. Ma questi sono soltanto gli episodi più eclatanti, in tre dei quali i criminali sono entrati in azione a mano armata, seguendo di fatto uno schema molto simile. Soltanto nell’ultimo caso, quello di martedì sera a Iseo nella villa del patron della Gefran, Ennio Franceschetti, non sono state usate pistole.

A Iseo

Si tratta della stessa banda o sono più gruppi? Per dare una risposta a questa domanda sono al lavoro i carabinieri del Comando provinciale, ma in modo particolare i militari della Compagnia di Chiari, agli ordini del capitano Michele Capone, visto che la maggior parte delle rapine è stata realizzata tra il Sebino e la Franciacorta.

Martedì alle 18.30 Franceschetti, imprenditore di 80 anni fondatore della storica azienda di Provaglio d’Iseo, si trovava a casa con il nipote 24enne e la cameriera. I quattro criminali (tre dentro e uno fuori a fare il palo) hanno trafugato 1.400 euro in contanti, oggetti di valore (soprattutto affettivo) e orologi tra cui anche dei Rolex. Un bottino da diverse migliaia di euro, «ma per come erano organizzati - ha detto al Giornale di Brescia il nipote Lorenzo - probabilmente non è stato un gran colpo. Non so cosa pensassero di trovare».

A Paratico

E se quel colpo fosse il piano B della banda? È molto difficile dirlo, anche perché non è detto che ci sia in circolazione soltanto un gruppo di rapinatori ed i carabinieri mantengono il più stretto riserbo. La cosa certa è che il giorno prima, sempre attorno alle 18.30, quattro uomini con il volto travisato (proprio come a Iseo) hanno tentato di entrare in una villa di Paratico, tra viale Madruzza e il lungolago. «In quel momento - ha raccontato la proprietaria - oltre al personale di servizio, mi trovavo a casa con due mie parenti e avevo disinserito l’allarme. I ladri hanno scavalcato la recinzione e una volta in giardino hanno tentato di entrare dalla finestra del secondo piano, ma ci sono i vetri antisfondamento e uno di loro, nel tentativo di fare irruzione, è caduto da circa cinque metri. Gli altri lo hanno aiutato a rialzarsi e sono scappati a bordo di un’auto di grossa cilindrata. Ha visto tutto un signore che stavo aspettando e in quel preciso istante era fuori dal cancello di casa mia».

I criminali sono scappati a bordo di un veicolo con targa falsa, probabilmente rubata in un paese vicino. Nel caso si trattasse della stessa banda, è difficile pensare che avrebbero messo a segno un altro colpo a pochi chilometri di distanza il giorno seguente. Ma è soltanto un’ipotesi, toccherà agli inquirenti fare luce sull’accaduto.

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