Sebino e Franciacorta

Dopo il gran caldo per l’olio sebino sarà un’annata di alta qualità

Si riducono invece le quantità. Rinnovata «la masna» di Monte Isola con fondi regionali
Al via una campagna olivicola che potrebbe dare grandi soddisfazioni
Al via una campagna olivicola che potrebbe dare grandi soddisfazioni

Le quantità non sono stratosferiche, come furono quelle di due anni fa, ma la qualità è eccellente. La campagna olivicola parte in questi giorni sul Sebino con queste premesse. Dopo l’annus horribilis del 2021, quando non ci furono frutti da cogliere e quindi da molire e la produzione fu pressoché pari allo zero, se non in alcune piccole zone fortunate, la stagione attuale debutta con prospettive leggermente anticipate e ottime dal punto di vista qualitativo. 

Effetto siccità

Il sole e le temperature dell’estate hanno lasciato uno strascico nella quantità: la siccità non ha favorito gli olivi, ma nel contempo ha reso le drupe ricche di acido oleico. Questo fattore - unito al fatto che, grazie all’assenza di umidità, non ci sono stati fenomeni funginei né parassiti né tanto meno la temuta mosca olearia - permette di prevedere che le qualità organolettiche dell’olio extravergine d’oliva che verrà prodotto sarà di altissimo valore. Per quanto riguarda gli investimenti sulla filiera, i frantoi privati presenti sul Sebino sono aumentati di numero: oltre al Vertine di Sulzano, dei Gervasoni, e al Vela di Marone, di Guerini, i Caldinelli di Sulzano hanno raddoppiato la sede realizzando un secondo frantoio a Sale Marasino, in funzione già da ieri, 10 ottobre. A Rodengo Saiano inoltre continua l’attività del frantoio della Cascina Clarabella, mentre a Monte Isola, a Carzano, è stata rinnovata, grazie a fondi regionali e comunali, «La masna dell’isola», dedicata soltanto alla produzione montisolana.

Investimenti

Proprio sulla scia dello sviluppo del settore olivicolo, la Regione, in collaborazione con i Comuni del Sebino e con la Comunità Montana, ha permesso di rinnovare il frantoio di Monte Isola riqualificandolo e potenziandolo con 175mila euro di contributo regionale e 45mila comunali. Inoltre l’ente ha stanziato 25mila euro per prolungare la «Strada dell’olio», sotto l’aspetto turistico e ricettivo, legato all’olivicoltura. Verrà recuperato un tratto di quasi nove chilometri, da Marone fino a Sale Marasino, dove turisti ed escursionisti, camminando tra olivi secolari ed aziende agricole, saranno immersi pienamente nell’olivicoltura sebina. Infine altri 200mila euro sono stati stanziati dalla Regione per un nuovo frantoio che verrà creato a Marone, città dell’olio, nell’immobile Ex Cittadini, situato sul lungolago.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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