Capriolo, 19enne senza famiglia e soldi: a rischio l'educazione

Situazione in bilico per un giovane. Il Comune franciacortino non vuole più pagare la parte di spese per il mantenimento quotidiano
Un ragazzo di spalle (foto di archivio)
Un ragazzo di spalle (foto di archivio)
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Ha affrontato un percorso di crescita fatto di tanto impegno, scuola, sacrifici, accoglienza in famiglie diverse. Ora, ospite di una casa famiglia, rischia di non poter proseguire il proprio percorso a causa della mancanza di risorse economiche.

La storia viene dalla Bergamasca, dove ora vive il 19enne italiano, i cui genitori però risiedono nel Bresciano, uno a Capriolo e uno in un altro Comune. Nei giorni scorsi l'ente locale franciacortino ha comunicato alla struttura orobica di non voler più pagare la parte di spese finora sostenuta per il mantenimento quotidiano del ragazzo, adducendo come ragione il fatto che il giovane risulta residente a Brescia, dove era stato accolto in affido da una famiglia, e che spetta al capoluogo accollarsi la spesa.

«Il Comune di Capriolo, residenza di uno dei genitori di origine, ha pagato la sua quota mensile quando il giovane era minorenne, e nell'ultimo anno lo ha fatto fino a luglio ma senza intenzione di andare oltre - ha spiegato l'educatore responsabile della casa famiglia -. Il tribunale dei minori, che ha decretato per il giovane il prosieguo amministrativo fino ai 21 anni, ha scritto che il ragazzo, che ha svolto un percorso encomiabile e che ora sta per cominciare l'università, deve essere sostenuto. Del resto noi non ci guadagniamo niente: chiediamo solo che ci vengano corrisposte le spese che facciamo per lui, nient'altro».

A sobbarcarsi l'onere di queste spese sono stati in questi anni i due Comuni di residenza dei genitori, ma se uno non ha mai sollevato dubbi, Capriolo lo ha fatto, chiedendo un parere alla Regione, secondo cui ora spetta al Comune di residenza del giovane pagare per lui, specificando però che un parere non ha valore legale.

Il Comune franciacortino, forte di questo documento, ha così deciso di cessare gli emolumenti. «Stiamo seguendo la situazione da tempo e non intendiamo più che la collettività paghi qualcosa che non è compito nostro sobbarcarci - ha spiegato il sindaco Luigi Vezzoli -. Preferisco non commentare oltre, perché mettendo in piazza problemi così delicati non si fa certo il bene del ragazzo».

Il Comune di residenza del giovane è Brescia, ma solo formalmente, perché si tratta della dimora dell’ultima famiglia affidataria presso cui ha vissuto, ormai parecchi anni fa. Il tribunale dei minori ha scritto che le pubbliche amministrazioni «sono vincolate e dovranno continuare a sostenerne la spesa, fatte salve le azioni di rivalsa». Insomma, Capriolo potrebbe pagare e poi chiedere le somme a Brescia: l'incertezza in questo caso regna sovrana, ma il bene del ragazzo non può aspettare.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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