Cadavere carbonizzato a Cologne: «Abbiamo visto quell’auto sfrecciare, poi le fiamme»

Il racconto dei testimoni oculari del giallo. «Tutto carbonizzato, ho riconosciuto solo una gamba»
Gli investigatori sul luogo in cui è stato trovato il cadavere
Gli investigatori sul luogo in cui è stato trovato il cadavere
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«Pranzavamo alla stessa ora di sempre, con un occhio buttato sui campi, dalla solita finestra. Quando abbiamo visto quell’automobile sfrecciare radente il granoturco, io ho pensato che a bordo ci fosse una coppietta clandestina. Magari con i minuti contati, costretta a farsi bastare una pausa pranzo. Mia moglie a qualche furbetto del cassonetto. Di quelli che ogni tanto passano di qui per lasciare i loro rifiuti nei campi altrui. Ha idea di quanti lo facciano?».

Fumo e fiamme

Pochi istanti dopo moglie e marito, gli unici testimoni oculari del giallo di Cologne, hanno dovuto ricredersi. «Dall’angolo dietro il quale la macchina è sparita - ci racconta lui - sono salite prima una colonna di fumo giallognolo, poi fiamme, poi una nube nera. Troppo nera per essere fuoco di campagna, di sterpaglia, di rovi. Abbiamo capito che qualcosa non tornava». Troppo strano per starsene lì, fermi in cucina. Tanto più per decidere di far finta di niente. «Ho deciso di chiamare il proprietario del campo dal quale saliva il fumo - prosegue l’uomo, indicando l’area interessata dalle fiamme -. Quando ho capito che lui non ne sapeva nulla, che non stava bruciando rami o fogliame, ho deciso di andare a vedere di persona».

L'auto è stata abbandonata tra Palazzolo, Cologne ed Erbusco
L'auto è stata abbandonata tra Palazzolo, Cologne ed Erbusco

La macabra scoperta

Ad accelerare i tempi della verifica anche un forte boato e fiammate sempre più alte. In quegli istanti, non lontano dalla cascina Rodenga tra le vigne di Cologne, con lui, signore di mezza età che chiede l’anonimato - «qua - si giustifica - si parla di un omicidio, meglio non esporsi» - arrivano gli agenti della Polizia locale di Palazzolo, i Vigili del fuoco e i carabinieri di Chiari. Macabra la loro scoperta. «Da quel bagagliaio - prosegue l’uomo - ho visto un brandello di gamba, spezzata all’altezza del ginocchio e completamente carbonizzata. Una scena terribile». «La sagoma di un corpo umano - prosegue l’unico testimone oculare del giallo di Cologne - era solo intuibile. A me è parso di vedere dei resti, accartocciati su loro stessi. Braccia e gambe piegate, ma chi può dire se il cadavere era o meno legato?».

Irriconoscibile la vittima. Vagamente intuibile l’autovettura. «L’auto ha bruciato diversi minuti prima che i Vigili del fuoco riuscissero a spegnere le fiamme. Ho saputo solo dopo che si trattava di una Range Rover. Avevamo intuito si trattasse di un suv grigio. Ma nulla di più. Si sono salvati solo i cerchioni e l’anima dei sedili».

Dubbi e certezze

Nemmeno la provenienza è chiara. Il campo visivo era ridotto; rispetto alla luce della finestra, lo spazio circostante è infinito. «Posso ipotizzare sia entrata nel campo transitando da via Santa Maria, ma che sia arrivata da Palazzolo o dal centro abitato di Cologne - ci dice ancora il teste - né mia moglie, né tanto meno io siamo in grado di dirlo». Di una cosa sia lui che lei sono certi. «Abbiamo visto l’auto arrivare - concludono - non andarsene. Non abbiamo visto chi la guidasse, né tanto meno qualcuno scappare». Sono testimoni di un giallo con tutti i crismi.

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