Danni fisici come miopia, obesità e ipertensione. Danni psicologici come dipendenza, alienazione, aggressività, insonnia e diminuzione dell’empatia. Ma soprattutto perdita di concentrazione, memoria, spirito critico e capacità dialettica. Ciò che l’abuso di smartphone e videogiochi produce sui più giovani non è «niente di diverso dalla cocaina»: il digitale «sta decerebrando le nuove generazioni»; il telefonico riduce la neuroplasticità del cervello, ossia lo porta ad atrofizzarsi. Il quadro è «oggettivamente allarmante».
Usa parole forti la relazione finale dell’indagine conoscitiva della VII commissione del Senato, pubblicata a giugno 2021, «sull’impatto del digitale sugli studenti» che il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara allega alla circolare in cui conferma il divieto di utilizzare il cellulare durante le lezioni, trattandosi di «un elemento di distrazione propria e altrui e di una mancanza di rispetto verso i docenti».



