Ogni giorno la casella di posta elettronica di noi docenti inseriti nelle graduatorie interne degli istituti si riempie di convocazioni collettive. Arriva una mail dalle segreterie con intestazione e informazioni sul rapporto di lavoro richiesto. Lo stessa avveniva anche gli anni scorsi, ma la particolarità di quest’anno è che la quasi totalità delle richieste è di contratti «fino ad avente diritto».
Ciò significa, in poche parole, che si sa quando si entra in servizio (entro 24-48 ore), ma non si sa quando il contratto terminerà. O meglio, si sa che al massimo si lavorerà fino a dicembre, tant’è che alcune scuole già scrivono nelle convocazioni che il termine sarà alla metà o alla fine di quel mese.



