Scuola in ascolto: a Brescia e in Regione dopo Pasqua tra i banchi anche gli psicologi

Specialisti allo sportello cinque giorni su sette e da settembre lezione una volta a settimana
Studenti a scuola - © www.giornaledibrescia.it
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Al rientro dalle vacanze pasquali in molti istituti della nostra provincia (scuole statali, paritarie e scuole di formazione professionale) gli insegnanti, i ragazzi e le famiglie avranno a disposizione un servizio di assistenza psicologica, cinque giorni su sette.

«Da molto tempo stiamo lavorano attivamente per potenziare il lavoro di assistenza psicologica e pedagogica per le famiglie, gli insegnanti e gli studenti - spiega Simona Tironi, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia -. I drammatici episodi di cronaca degli ultimi giorni, oltre ad imprimere un’accelerazione al percorso, confermano quanto sia più che mai necessario mettere a disposizione dei giovani, delle loro famiglie e degli stessi docenti strumenti adeguati per affrontare i momenti non facili che stiamo vivendo».

Lo sportello

Lo sportello psico-pedagogico, attivo da dopo Pasqua, lo sottolinea Tironi, «non nasce sull’onda di un’emergenza, ma dalla necessità di mettere a disposizione professionalità specifiche (psicologi e pedagogisti, ad esempio) che siano in grado, certo, di aiutare i ragazzi nei momenti difficili, come quelli legati ad un disagio psicologico o a problemi legati al bullismo. Saranno, tuttavia, anche luoghi fisici ai quali rivolgersi per far emergere e valorizzare le competenze dei ragazzi, aiutandoli nella scelta di un percorso scolastico».

La «Scuola in ascolto», per cinque giorni a settimana, dovrebbe dunque svolgere un ruolo preventivo, ma anche di contrasto ad un disagio giovanile che spesso sfocia in episodi di violenza contro gli altri e, sempre più spesso, di autolesionismo.

I numeri

Nella nostra provincia sono 136.767 gli studenti delle scuole statali e 11.173 quelli delle scuole paritarie che potenzialmente potrebbero usufruire di questo servizio. Il progetto, voluto dalla Regione Lombardia, è dunque ai blocchi di partenza. Oltre ai casi di disagio sociale, dunque, gli specialisti operativi negli sportelli sperimentali della Scuola in ascolto aiuteranno gli studenti che hanno difficoltà di relazione o malessere psico-fisico, problemi adattativi o problemi di ansia o di depressione, disturbi alimentari, disagi emotivi transitori e altri eventi e traumi sociali o personali che turbano la serenità dei giovani.

Lezione da settembre

Da settembre, poi, con l’avvio del nuovo anno scolastico, in tutte le scuole professionali - sono gli enti ammessi e finanziati dalla Regione che per il triennio ha stanziato complessivamente tre milioni di euro -, in un lavoro di rete che coinvolge 1.500 studenti, una volta alla settimana si svolgerà una lezione, che farà parte del piano di studi, con l’obiettivo di formare le competenze personali dei giovani e di fornire strumenti idonei ad affrontare le fragilità.

Nel servizio in rete vi lavoreranno psicologi e pedagogisti selezionati dal bando regionale in costante raccordo con le Ats (Agenzie di tutela della Salute) di competenza territoriale. Nello specifico, per la provincia di Brescia si formeranno quattro reti per le scuole statali che saranno capofila delle reti di ambito; due scuole paritarie saranno capofila di reti di scuole paritarie primarie e secondarie di primo e secondo grado e due reti lo saranno delle istituzioni formative.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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