Nei nuovi programmi per i licei si punta su geografia, Ai e Clil

Dopo aver messo a punto i nuovi programmi per la scuola dell'infanzia, le elementari e le medie, che entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico 2026-2026, la commissione guidata dalla professoressa Loredana Perla ha completato il lavoro per la revisione dei programmi ai licei.
«Abbiamo concluso il nostro lavoro e lo abbiamo consegnato, sarà poi il ministero dell'Istruzione a darne comunicazione e fornire i particolari», ha spiegato la professoressa Perla.
Le novità
Tante le novità che sarebbero previste: dalla possibilità di svolgere formazione e alternanza scuola-lavoro all'estero, all'insegnamento delle lingue con la metodologia Clil (Content and languace integrated learning), all'uso dell'Intelligenza artificiale che entrerà trasversalmente in tutte le discipline.
Sarà poi ancora più centrale lo studio della lingua italiana, le cui ore saranno ispirate al principio del «primato» della nostra lingua, ed è evidente lo sforzo della commissione di tentare un avvicinamento alle giovani generazioni introducendo nei programmi le graphic novel e la lettura di copioni teatrali e cinematografici.
Geografia
La geografia verrà distinta dalla storia, i manuali saranno dunque separati e si eliminerà la «geostoria» introdotta dal 2010 ma non sarà modificato il monte ore dedicato alle due materie. Lo studio della storia darà centralità all'Occidente per passare solo in un secondo momento allo studio del resto del mondo.
In filosofia le nuove indicazioni puntano a mettere maggiormente in rapporto lo studio del pensiero filosofico con il mondo e i bisogni degli studenti. L'Eurasia e l'Estremo Oriente faranno capolino invece nei programmi di lingue, dove verranno introdotti dei sillabi specifici per il russo e il cinese, che mancavano nelle vecchie indicazioni.
Il parere dei presidi
Positivo il commento dei presidi di Anp: «L'impianto è positivo: ci sono vari aspetti di novità in ordine all'Ia, alla geografia, alla nuova visione del mondo antico che assume maggiore vivacità: un ottimo lavoro che era necessario, mantenendo sempre le competenze essenziali, serviva una rivisitazione e rimodulazione dei programmi in una ottica attuale più vicina al mondo degli studenti e alle competenze che servono per il futuro», commenta Cristina Costarelli presidente dei presidi di Anp Lazio.
Per il docente e scrittore Christian Raimo, invece «la ratio di queste indicazioni racconta di una scuola che legge il mondo contemporaneo con gli occhi di chi non soltanto disprezza ma non riconosce l'importanza delle rivoluzioni didattiche che ci sono state dal '68»
La commissione presieduta dalla Perla è composta da oltre 130 persone tra accademici, docenti e dirigenti scolastici.
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