I bimbi docenti all’università: da Mairano alla Cattolica di Brescia
Gli alberi sono cotton fioc tagliati a metà e colorati di verde, le case piccoli quadratini di legno, i campi rigogliosi sono di cartapesta colorata. Tutto così fantastico, ma tutto così reale. È il plastico, realizzato dalle due quinte della scuola primaria di Mairano, che rappresenta il paese della Bassa. I 37 alunni lo hanno presentato e spiegato agli studenti del primo anno di Scienze della formazione dell’Università Cattolica di Brescia.
Il senso del progetto
«Da tempo – spiega la prof. Federica Carini – avevo pensato alla possibilità di far vivere ai nostri ragazzi una giornata così. Il senso è far vedere ai nostri alunni il mondo che li aspetta, creando un circolo virtuoso fra scuola e università». Il perché del progetto, però, l’hanno spiegato bene i piccoli protagonisti: «Per imparare a orientarci nel nostro paese – hanno detto –, ma anche per far vedere a tutti come è bello Mairano. Per far conoscere in modo approfondito il nostro territorio e le sue tradizioni».
Lo scambio

Ad accogliere i piccoli geografi l’intera classe di Geografia del docente Paolo Molinari: «Qua noi prepariamo le maestre e i maestri per insegnare geografia a ragazzini come voi. Eravamo curiosissimi di scoprire il vostro lavoro – ha detto – e sapere che vi siete divertiti a farlo ci riempie di gioia. Grazie di essere venuti e di averci fatto partecipi di questo bellissimo progetto».
La presentazione, che ha visto salire in cattedra ogni singolo studente, è partita dal gelso diventato monumentale che sorge al centro del paese, per poi descrivere Mairano nelle sue caratteristiche storiche, geografiche, demografiche e culturali: «Abbiamo costruito tutto con materiale sostenibile – hanno raccontato i bambini –, come legno e carta. Siamo partiti dalla cartina e in scala 1/2200 e abbiamo riprodotto il nostro Comune, segnalando anche i nostri luoghi del cuore o quelli legati ad emozioni diverse come la paura, la tristezza, l’ansia, la fatica».
Al termine della presentazione, una commissione speciale formata da alcuni studenti del corso universitario ha fatto alcune domande ai piccoli protagonisti, concludendo coi meritati complimenti: «Siete stati molto bravi non solo a costruire il plastico, ma anche a lavorare in gruppo sfruttando ognuno le proprie capacità. Anche nell’esposizione ci avete trasmesso il vostro amore per il vostro paese».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
