Scuola

Cittadini del mondo: 22 studenti bresciani all'estero con Erasmus-Plus

Barcellonette e Tabor sono le due mete dove nelle scorse settimane sono andati gli studenti di otto scuole della provincia
  • Alcuni dei ragazzi durante le esperienze all'estero
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Cittadini del mondo tra Barcellonette e Tabor. Si tratta delle due mete del progetto Erasmus-Plus che nelle scorse settimane ha coinvolto il liceo linguistico Leonardo insieme ad altre scuole della provincia di Brescia: Gambara (capofila), De André, Itcs Abba-Ballini, Iis Beretta di Gardone Valtrompia, Istituti comprensivi di Calcinato, Borgosatollo e Castrezzato. Le otto scuole si sono consorziate a seguito della disponibilità di fondi per un programma di mobilità sia per docenti sia per studenti che nel gennaio scorso hanno partecipato alle prove selettive.

Al liceo Leonardo animatrici del progetto sin dall'inizio sono state le insegnanti Silvia Candrina e Paola Repetti, che sono partite per prime tra febbraio e marzo: la prof. Candrina con destinazione il Gymnazium Pierre de Coubertin di Tabor, in Repubblica Ceca; la prof. Repetti al Lycee Honorat di Barcellonette, in Francia.

Tra settembre e ottobre è toccato ai ragazzi (in tutto 22 di diverse classi dalla terza alla quinta) che hanno vissuto una totale immersione nelle scuole ospitanti. Per una settimana hanno seguito lezioni, fatto sport ed escursioni e, in tutto questo, migliorato il loro livello linguistico (dell'inglese a Tabor, del francese a Barcellonette).

Ma soprattutto gli studenti del Leonardo hanno scambiato le loro idee con i coetanei cechi e francesi, cui hanno proposto una serie di attività da loro ideate con cura per sperimentare nuovi metodi didattici, cooperativi e interattivi, finalizzati a migliorare la vita in classe e lo stile di apprendimento-insegnamento. Missione compiuta, assicurano le docenti che hanno seguito ogni fase del progetto con entusiasmo e disponibilità inesauribili; e gli studenti che sono tornati arricchiti di un'esperienza preziosissima, a maggior ragione dopo gli anni difficili della pandemia.

Ma non è finita. Tutto il materiale raccolto e le riflessioni svolte saranno ora al centro di quella che in linguaggio Erasmus si chiama «disseminazione»: i ragazzi trasmetteranno a tutto il consorzio Erasmus-Plus i risultati conseguiti, le scoperte, i pensieri.

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