Caos docenti, l’Ufficio scolastico: «Le operazioni di nomina procedono»
Per tutta la giornata di ieri i sindacati sono stati subissati di telefonate. «Siamo sbalorditi per quanto è avvenuto – dichiara dalla Gilda degli insegnanti Brescia, Gianluigi Dotti, membro dell’esecutivo nazionale –, se almeno fossimo stati avvisati avremmo potuto a nostra volta informare gli interessati e magari tranquillizzarli». Dotti si riferisce al caos scoppiato ieri in provincia di Brescia, dove circa tremila insegnanti avrebbero dovuto prendere servizio nelle scuole bresciane dopo aver ricevuto una frettolosa convocazione e invece non hanno potuto iniziare a lavorare. Tutto è «congelato temporaneamente», ha spiegato una nota diramata dall’Ufficio scolastico territoriale di Brescia (Ust).
Tutto bloccato, quindi, per effettuare nuovi controlli sulle graduatorie ed eventualmente sulle assegnazioni, cioè sui risultati dell’algoritmo che incrocia tutti i dati e alla fine emette il responso. Ieri sera, poi, un nuovo avviso dell’Ust ha specificato che il problema è sorto da una «errata individuazione delle disponibilità iniziali» e ha assicurato che «le operazioni di nomina stanno procedendo speditamente».
I sindacati
Dice Dotti: «Molti sono preoccupati, perché non capiscono con esattezza cosa stia succedendo e, soprattutto, cosa accadrà, se conserveranno il loro posto oppure no. Sappiamo di istituti in cui 30-40 persone sono rimaste fuori dai cancelli, avvertite solo da un cartello della dirigenza che non potevano assumere servizio. Qualcuno si era addirittura licenziato da un posto di lavoro privato per prepararsi alla nuova avventura. Noi, per prudenza, abbiamo consigliato di continuare con la Naspi, l’indennità di disoccupazione, finché non venga formalizzato il contratto».
«Sotto certi aspetti – commenta Luisa Treccani, segretaria della Cisl Scuola – si potrebbe considerare una scelta di buon senso fare delle verifiche prima che i docenti prendano servizio. Se l’Ufficio scolastico riesce in questi giorni a sistemare eventuali errori, per quando iniziano le lezioni dovremmo avere tutti gli insegnanti incardinati ai loro posti».
Certo è che, a far difetto, sono le tempistiche. «La situazione può essere generata anche dal fatto – precisa Treccani – che le domande di trasferimento sono state espletate piuttosto tardi, il che ha fatto slittare tutte le altre operazioni. Stiamo comunque cercando di capire che consistenza abbia il problema, se ci sia bisogno di far ripartire tutta la macchina o solo di mettere a posto gli errori segnalati».
Come funziona il sistema
Ma come funziona il sistema che gestisce le assegnazioni delle supplenze? L’assegnazione delle supplenze per gli aspiranti iscritti nelle Gae (Graduatorie ad esaurimento) e nelle Gps (Graduatorie provinciali supplenze) viene fatta tramite un portale online. Un sistema che si è consolidato in particolare nella fase della pandemia ma che, ad oggi, continua a mostrare dei limiti, come segnalato dai sindacati. Troppi errori, infatti, nell’assegnazione degli incarichi su cattedre e spezzoni, situazioni al limite del paradosso in cui chi ha un punteggio più basso si trova incredibilmente avvantaggiato rispetto a chi è più avanti in graduatoria, e via dicendo. Non a caso, ogni anno piovono ricorsi e contenziosi dagli iscritti.
Il «sistemone» funziona, all’apparenza, in maniera molto semplice: incrocia tutti i dati disponibili (il candidato può esprimere nella domanda fino a 150 preferenze, selezionando per ciascuna un insegnamento) e, in base al punteggio, comunica quale sede è stata assegnata. L’assegnazione avviene con l’utilizzo di un algoritmo centralizzato, ma in realtà ogni Ufficio scolastico territoriale carica i dati della provincia di riferimento e opera come una piattaforma a sé.
Tale procedura informatizzata (che in origine avrebbe dovuto velocizzare le operazioni) ha generato una serie di errori e di bug che, puntualmente, rischiano di paralizzare l’anno scolastico. Gli utenti lamentano soprattutto errori nel calcolo dei punteggi per l’assegnazione o, per casi specifici, la poca chiarezza per esempio sulle precedenze della legge 104. L’algoritmo non calcola tutte le variabili e, non di rado, scavalca un utente che apparentemente risulta rinunciatario (ma non è così) per passare a quello successivo e attribuirgli una nomina più vantaggiosa anche se il punteggio è inferiore.
Alla fine, anziché sveltire il tutto, il processo voluto per automatizzare l’assegnazione degli incarichi crea intoppi che a loro volta portano a ritardi e lungaggini.
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