Tra gli elementi più caratteristici del paesaggio colturale italiano, agricolo e forestale, si collocano in grande evidenza siepi, terrazzamenti e muri a secco. Elegante ma soprattutto utile espressione dell'agire ordinato dell'uomo nel rispetto delle caratteristiche del territorio, la siepe può essere definita come una stretta fascia di vegetazione composta da una componente legnosa, di alberi e arbusti governati dall'uomo, e una sottostante fascia erbacea.
Dalla territorialità all'ornamento
Le mansioni primarie che le siepi sono state chiamate ad esercitare nel corso dei secoli, dopo l'utilizzo iniziale che le vedeva funzionali alla difesa delle prime terre coltivate dall'uomo dall'invasione degli animali selvatici, erano molteplici. In epoca romana si affermarono soprattutto quelle di carattere decorativo raggiunte attraverso la potatura artistica, ripresa successivamente durante il periodo rinascimentale con l'affermazione del «giardino all'italiana».
Come infrastruttura di carattere lineare servivano a raccogliere il bestiame in zone delimitate, a segnalare in modo evidente i confini delle proprietà, a proteggere i campi coltivati dalle intemperie mediante la riduzione dell'effetto del vento (fino al 60 per cento della sua velocità), a produrre legname da utilizzare per la palificazione e anche per ardere. Importanti erano anche le funzioni di ombreggiatura alle strade e di consolidamento di porzioni di terreno franoso quali le rive di corsi d'acqua: le radici robuste e particolarmente ramificate degli arbusti stabilizzano infatti i pendii, e favoriscono un miglioramento della distribuzione dell'acqua all'interno dei vari livelli del terreno.
Il confronto con le macchine
Nel continente europeo tali compiti, con il passare del tempo, hanno assunto sempre meno importanza, soprattutto con l'avvento dell'agricoltura meccanizzata, e a causa della necessità di ricavare ampi spazi per la movimentazione delle trebbiatrici e degli altri veicoli da lavoro nei campi. Il bisogno di adottare nelle aree coltivate delle forme geometriche più semplici e lineari, dettato dall'affermarsi dell'agricoltura intensiva, ha così portato negli ultimi decenni all'eliminazione di notevoli estensioni lineari di siepi (ma anche di filari alberati) che, in Europa e con particolare rilevanza sul territorio della Pianura padana, si ritiene possano quantificarsi in migliaia di chilometri.
Oggi si assiste positivamente in molti contesti europei ad un ritorno di utilizzo delle siepi. Nelle proprietà private questi elementi vegetali favoriscono la privacy di case e giardini a beneficio anche dell'estetica, mentre nelle aree coltivate della montagna sono diventate un fattore apprezzato del paesaggio, con valenze di carattere storico e culturale riconosciute anche a livello legislativo, il cui mantenimento in alcune regioni viene incentivato dalla possibilità di ottenere specifici contributi economici per la loro cura e ripristino.
Le barriere antirumore naturali
Le siepi si rivelano inoltre estremamente utili anche per la dispersione delle onde sonore e l'assorbimento dei rumori, per la cattura della polvere e la capacità di assorbire sostanze inquinanti.
Anche se si tratta di ambienti di carattere artificiale, sia nelle aree agricole sia nelle zone forestali le siepi consentono di ospitare, come documentato da numerosi studi scientifici, un numero rilevante di specie animali e vegetali: tale quantità è tanto maggiore quanto più elevato è il numero di specie arboree, arbustive ed erbacee che compongono la siepe. All'interno di questi ambienti, le cui condizioni di stabilità crescono con l'aumentare delle specie vegetali ospitate, si riscontrano particolari condizioni: maggiore umidità dell'aria, maggiore quantità di ombra e riduzione dell'escursione termica giornaliera rispetto all'ambiente esterno adiacente.
A livello ecologico sono estremamente importanti i numerosi microhabitat presenti nella fascia di transizione tra la siepe e il contesto coltivato circostante.
In un paesaggio che ospita siepi trova accoglienza un numero di animali quantitativamente pari a oltre cinque volte quelle presenti in una zona di campagna priva di siepi: tale dato è un indice che evidenzia il notevole valore ecologico della vegetazione arbustiva e arborea sui terreni aperti.
Il microambiente in giardino
A sostegno della scelta degli agricoltori che praticano la lotta biologica alle specie dannose per i raccolti va sottolineato che il microambiente della siepe costituisce un fondamentale sito utilizzato per lo svernamento da numerosi insetti che predano altri invertebrati nocivi.
Oltre agli insetti la siepe viene utilizzata anche per lo svernamento, il ricovero temporaneo, la riproduzione e la nutrizione di un numero elevato di mammiferi, anfibi e uccelli.
Si citano ad esempio tra i mammiferi arvicole, pipistrelli, toporagni, ricci, lepri, conigli selvatici, tassi, donnole, faine, scoiattoli, ghiri, moscardini e anche le volpi.
Ruggero Bontempi
Siepi, terrazze e muri a secco. Così l'uomo modella la natura
Il ritorno alla delimitazione verde dei confini è un elemento che aiuta la biodiversità.

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