Cristina di Bolsena (Viterbo), figura appartenente alla tradizione agiografica, è stata tramandata come una giovane martire vissuta ai tempi di Diocleziano. Fu imprigionata dal padre, il magister militum Urbano, per costringerla a venerare gli dèi. A undici anni rifiutò il paganesimo, spezzò statue di idoli dopo una visione angelica e subì l’arresto da parte delle autorità. Affrontò la tortura della ruota, sopravvisse ad un tentativo di annegamento e uscì illesa da una fornace. Alla fine, morì trafitta da due frecce. Parti di quelle che erano considerate le sue reliquie furono disperse tra Sepino e Palermo. Episodi della vita di Cristina sono stati raffigurati da Signorelli, Cranach, Veronese.
Si festeggiano anche: san Diego Martinez, protomartire; il beato Candido Castan San José, martire; il beato Antonio Torriani da L'Aquila, agostiniano.



