TA-SK, la fascia per la riabilitazione muscolare

L’idea è stata sviluppata dal Csmt insieme alle società Macpi spa e Punto Azzurro Il lancio sarà il 6 settembre
Presidente e Ceo. Riccardo Trichilo alla guida del Csmt
Presidente e Ceo. Riccardo Trichilo alla guida del Csmt
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C’era una volta la riabilitazione muscolare fatta esclusivamente «a mano». C’era una volta, perché a breve (la data da appuntare sul calendario è quella del 6 settembre prossimo) arriverà TA-SK, indumento di ultima generazione che promette un recupero muscolare «passivo» semplicemente indossandolo. L’idea nasce dalla sinergia tra la terra bresciana e quella bergamasca.

Ad avere l’intuizione è Punto Azzurro, azienda bergamasca specializzata nella produzione e vendita di abbigliamento tecnico sportivo che, complice la collaborazione di Csmt e Macpi, azienda bresciana leader nel settore dei macchinari per l’industria dell’abbigliamento, inizia a lavorare ad una fascia compressiva dotata di alte performance riabilitative, innovativa e tecnologica sia dal punto di vista del processo di realizzazione che dei materiali. Il progetto di ricerca e sviluppo (TA-SK è l’acronimo per Talking Skin) prende forma grazie al finanziamento della Regione Lombardia nell’ambito dello Smart & Fashion Design ed il lavoro di squadra e l’integrazione delle competenze fanno il resto.

Il risultato è appunto una fascia a compressione muscolare, ad azione passiva, in grado di simulare la funzione riabilitativa dei tradizionali trattamenti fisioterapici utilizzati in ambito medico-sportivo, con una riduzione dei tempi di ripresa fino al 70% e un recupero più efficace a livello di quadricipite, bicipite femorale e muscoli posteriori della coscia grazie ad una compressione differenziata in base al tipo di muscolo. In pratica, con le sue ben 18 misure diverse, è in grado di simulare la funzione riabilitativa dei bendaggi normalmente utilizzati in ambito medico-sportivo, con una capacità compressiva che agisce in maniera settoriale sulla muscolatura e rimane costante nel tempo a differenza dei bendaggi manuali che richiedono frequenti cambi.

Inoltre, TA-SK è anche dotata di una sensoristica «embedded» capace di registrare e monitorare i progressi nella terapia grazie al trasferimento di dati dal capo di abbigliamento ad un device tecnologico portatile come un PC o uno smartphone.

Una vera rivoluzione, nella quale il CSMT ha giocato ancora una volta un ruolo da «ponte» tra ricerca e innovazione ed Università ed industria (il progetto ha coinvolto anche il professor Orizio dell’Università degli Studi di Brescia, che ha sviluppato uno studio medico statistico per l’identificazione delle tipologie di lesioni muscolari più frequenti e l’identificazione delle zone anatomiche per l’applicazione dei diversi valori di pressione esercitati dall’indumento finito). Il CSMT si è inoltre impegnato anche nella diffusione dei risultati del progetto e nell’organizzazione di attività di disseminazione, che culmineranno proprio il prossimo 6 settembre alle 16 nell’evento finale programmato appunto presso la sede di via Branze (per info e iscrizioni www.csmt.it/FinalMeetingTASK).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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