L’ambiente in cui crescono gli uomini lascia tracce negli spermatozoi

Dall’esposizione agli inquinanti all’attività fisica, l’ambiente in cui sono vissuti i padri lascia la sua impronta sugli spermatozoi e, di conseguenza, incide sulla salute dei figli. Lo indica l’analisi della letteratura scientifica pubblicata sulla rivista Nature Reviews Urology e coordinata dall’Università di Roma Tor Vergata, con il gruppo del genetista Giuseppe Novelli, condotta in collaborazione con Università di Brescia, Florida International University e Icahn School of Medicine.
«Un messaggero biologico»
«Per decenni abbiamo concentrato l’attenzione soprattutto sulle madri, ma il padre contribuisce con oltre il 50% del Dna e fornisce anche una mappa dinamica del proprio stile di vita e dell’ambiente in cui ha vissuto», osserva Novelli. «Lo sperma – aggiunge – è un messaggero biologico, non solo un corriere genetico» e trasporta un carico di informazioni che non sono scritte nel Dna e che registrano la storia personale del padre.
Gli spermatozoi conservano infatti le tracce delle condizioni di salute e delle abitudini di vita, fino all’esposizione a fattori ambientali: sono segnali molecolari di tipo epigenetico, ossia regolano l’espressione dei geni senza modificarne la sequenza. Una parte di queste informazioni, osservano i ricercatori, ha un ruolo attivo nell’influenzare lo sviluppo dell’embrione a partire dalle primissime fasi.
Prevenzione e responsabilità
Tra i fattori di rischio emergenti c’è anche il calore perché l’esposizione prolungata alle alte temperature può compromettere la fertilità maschile attraverso alterazioni epigenetiche. Tuttavia, le tracce lasciate dall’ambiente sono modificabili grazie alla grande plasticità degli spermatozoi e prima del concepimento è possibile intervenire migliorando la dieta, gestendo lo stress e riducendo l’esposizione a sostanze tossiche e al calore eccessivo. «La prevenzione diventa una responsabilità condivisa», rileva Novelli. Per questo, aggiunge «chiediamo che la consulenza preconcezionale includa sistematicamente i padri, che le politiche di sicurezza sul lavoro proteggano dalla tossicità del calore e che la ricerca valuti i rischi chimici anche attraverso i biomarcatori dello sperma»
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
