«Non scuoterlo!»: Brescia si illumina d’arancione per proteggere i neonati

«Parlare della Sindrome del Bambino Scosso significa fornire alle famiglie strumenti concreti per proteggere i bambini». Così il dottor Salvatore Aversa, neonatologo della TIN dell’Asst Spedali Civili, ospite a Teletutto Racconta con la dottoressa Donatella Demartis, pediatra d’urgenza, per presentare l’appuntamento nazionale dell’11 e 12 aprile dedicato alla prevenzione della Shaken Baby Syndrome.
«Informare e formare genitori e caregiver è la prima forma di tutela che possiamo offrire», hanno aggiunto i medici, ricordando che Brescia parteciperà all’iniziativa internazionale illuminando di arancione per due sere, Palazzo Loggia e gli Spedali Civili, simbolo di un impegno collettivo per la sicurezza dei più piccoli.
Cos’è la Shaken Baby Syndrome e perché è così pericolosa
La Shaken Baby Syndrome (Sindrome del Bambino Scosso) è una forma di trauma cerebrale grave che può verificarsi quando un neonato o un lattante viene scosso violentemente, spesso in risposta a un pianto inconsolabile. Si tratta di una delle principali cause di danni neurologici irreversibili nei primi mesi di vita del bambino, i muscoli del collo sono ancora deboli e non sono in grado di sostenere adeguatamente la testa; scuotere un bambino può causare al cervello lesioni interne, emorragie, edema e danni neurologici permanenti, che possono portare a coma o morte in un caso su quattro secondo le ultime campagne nazionali. «È fondamentale sapere che il pianto è il linguaggio del neonato: non è motivo di panico, ma di comprensione e cura, mai di reazioni violente», ha aggiunto la dott.ssa Demartis.
Come prevenirla: consigli concreti per genitori e caregiver

La campagna nazionale «NonScuoterlo!», promossa da Terre des Hommes insieme alla SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica), raggiunge oltre 150 città italiane, compresa la nostra, con eventi, punti informativi e materiale educativo, proprio per far capire ai genitori e ai caregiver quanto sia importante conoscere e prevenire questa sindrome poco nota ma altamente rischiosa. A Brescia medici e volontari distribuiranno materiale informativo e offriranno consigli pratici per gestire situazioni di stress sabato 11 e domenica 12 aprile in Pronto Soccorso e al Nido degli Spedali Civili.
L’obiettivo è aiutare i genitori a riconoscere i momenti di difficoltà e a sapere come comportarsi, soprattutto quando il pianto del neonato diventa difficile da gestire. Il dottor Aversa sottolinea l’importanza di mantenere la calma e adottare comportamenti sicuri: «Se il pianto del bambino diventa difficile da sopportare, la prima cosa da fare è metterlo in un luogo sicuro, come la culla, e fare un passo indietro per qualche minuto, così da ritrovare il controllo di sé». Un altro aspetto fondamentale è non restare soli nei momenti di maggiore stanchezza: «è importante cercare il supporto di familiari o amici, soprattutto quando si è molto affaticati o stressati. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un gesto di responsabilità verso sé stessi e verso il bambino».
Il messaggio più importante riguarda un gesto purtroppo ancora troppo sottovalutato: «non bisogna mai scuotere un neonato, neanche per pochi secondi, perché anche movimenti che possono sembrare lievi possono provocare danni gravissimi e irreversibili. Prevenire significa conoscere i segnali, sapere come comportarsi e chiedere aiuto quando si è sopraffatti dalle emozioni: questo può davvero salvare una vita», ribadisce il dottor Aversa.
La campagna NonScuoterlo! e Brescia protagonista
La campagna nazionale «NonScuoterlo!», attiva dal 2017, riceve il supporto di istituzioni, associazioni pediatriche e volontari in tutta Italia. Spot, video tutorial, podcast e webinar sono pensati per raggiungere non solo i genitori, ma chiunque si prenda cura dei bambini nei primi anni di vita. Grazie all’impegno dei medici, dei volontari e delle istituzioni, queste giornate rappresentano non solo un evento simbolico ma un passo concreto verso la salvaguardia dei neonati e il sostegno alle famiglie, ricordando che la prevenzione è l’arma più potente contro una tragedia che può essere evitata.
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