Estetica oncologica, dalla Regione un contributo di 70 euro

«Non mi vergogno di essere senza capelli. Quel contributo per la parrucca lo darei volentieri a un’altra donna». Da queste parole, pronunciate anni fa da Laura Ziliani durante il suo percorso di malattia, è nato un progetto seguito dalla consigliera regionale Claudia Carzeri, avviato quattro anni fa e oggi finalmente tradotto in un provvedimento concreto. Un’iniziativa che parte dall’ascolto dei pazienti e si concretizza in un aiuto reale per chi affronta le terapie oncologiche.
Il contributo
Regione Lombardia amplia così le misure di sostegno ai malati oncologici e, oltre al voucher per l’acquisto delle parrucche, introduce – con risorse aggiuntive – un contributo dedicato all’estetica oncologica. La novità prevede un contributo di 70 euro per persona per trattamenti di estetica oncologica destinati a chi è sottoposto a terapie chemioterapiche e radioterapiche.
«È un passo avanti – sottolinea la consigliera Carzeri ospite a “Teletutto racconta” – forse piccolo dal punto di vista economico, perché 70 euro non sono molti, ma rappresenta un inizio importante. È il segnale che qualcosa sta cambiando».
Supporto essenziale
I trattamenti oncologici, infatti, possono comportare effetti collaterali significativi sulla pelle: secchezza marcata, arrossamenti, desquamazioni, fragilità cutanea, alterazioni delle unghie, ipersensibilità. Conseguenze che incidono sul benessere fisico, ma anche su quello psicologico. La pelle, durante la malattia, diventa uno dei luoghi più visibili della sofferenza.
«Fino a pochi anni fa era impensabile parlare di estetica oncologica», spiega la dottoressa Alessandra Huscher, coordinatrice della Brest Unit di Fondazione Poliambulanza e presidente del Comitato scientifico di Komen Lombardia. «Oggi c’è la consapevolezza che si tratti di un supporto essenziale al benessere della persona, con trattamenti mirati ad alleviare i fastidi cutanei e contribuire a mantenere una buona qualità della vita durante la malattia».

Benessere psicofisico
Non si parla di estetica in senso superficiale, ma di cura. Trattamenti specifici che aiutano a lenire la pelle martoriata dalle terapie, a ridurre il disagio, a migliorare la percezione di sé. Un impatto che può tradursi in un benessere psicofisico generale, aiutando i pazienti ad affrontare meglio il percorso terapeutico.
La modifica della delibera regionale amplia quindi una misura già esistente: oltre al contributo per le parrucche, viene ora riconosciuta anche la possibilità di destinare un aiuto economico all’estetica oncologica, lasciando spazio alla libertà di scelta. Perché, come ricorda Carzeri, «ognuno deve poter decidere come affrontare la propria immagine durante la malattia».
C’è chi sceglie la parrucca, chi preferisce non usarla. Chi desidera una dermopigmentazione, chi vuole prendersi cura della pelle con trattamenti specifici o concedersi un massaggio mirato. L’importante è che ogni decisione sia personale, consapevole e supportata da professionisti qualificati.
Prima fase
Sia Huscher sia Carzeri ribadiscono l’importanza della figura dell’estetista oncologica: una professionista formata, preparata a lavorare con pazienti fragili e a intervenire in sicurezza. «Mai affidarsi a personale improvvisato», è il richiamo condiviso. La competenza è la prima forma di tutela. In questa prima fase di applicazione, il contributo di 70 euro servirà anche a verificare l’effettiva richiesta e l’impatto della misura, con l’obiettivo di valutare possibili sviluppi futuri.
Tutte le informazioni utili e il bando per accedere alla misura sono disponibili sul sito di Regione Lombardia. Un piccolo passo, forse, ma dal valore simbolico forte: la cura non riguarda solo la malattia, ma la persona nella sua interezza. E passa anche dalla pelle, dallo specchio, dalla possibilità di continuare a riconoscersi.
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