«Il vostro sangue mi ha salvata»: la lettera di una mamma all’Avis

La giovane donna ha scritto ai donatori: «Noi malati non conosciamo i vostri nomi, ma viviamo grazie alla vostra generosità»
Una donazione di sangue
Una donazione di sangue
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Donare sangue non è solo un gesto di altruismo: è donare la vita. Lo sa bene una giovane mamma di Carpenedolo, che, mentre dentro di lei stava regalando la vita a suo figlio, ha rischiato di perdere la sua. Se oggi può vedere la sua creatura crescere è grazie ai volontari dell’Avis, ai quali, tempo fa, ha indirizzato una lunga e commovente lettera, che riassumiamo.

La lettera

«Sono una ragazza di Carpenedolo – scrive – e ho un meraviglioso bambino. Il giorno che dovevo scegliere tra la mia vita e la sua, senza esitazione ho scelto di far vivere lui. Dio mi ha aiutata: ora cresce forte e sano. Purtroppo io no: la mia scelta mi ha costretta a convivere con una inguaribile malattia al midollo».

Durante le feste di Natale, «mentre tanti erano in famiglia a scambiarsi regali, come altre persone io ero ricoverata in oncologia ematologica, aspettando il regalo più bello e grande: il sangue». Ancora: «Sono mesi che vivo subendo plasmaferesi e trasfusioni. Sono mesi che vivo perché c’è gente come voi. Noi malati non conosciamo i vostri nomi, non sappiamo chi siete: sappiamo solo che viviamo grazie a voi, alla vostra generosità. Se adesso bacio e tocco mio figlio è solo grazie a tutti voi donatori di sangue. Con stima e tanto, tanto di più: grazie».

Valori

«Ogni commento è superfluo – dice Paolo Bettinzoli, presidente della sezione Avis Francesco Rodella di Montichiari –. Noi cerchiamo di insegnare il valore della donazione: speriamo che questa commovente lettera smuova le coscienze e che altri volontari entrino nella nostra famiglia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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