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L'INCONTRO

Il «cuore nero» che pulsa e i nuovi pericoli per la democrazia


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11 giu 2019, 15:50
La presentazione del libro di Federico Gervasoni in Sala Libretti al GdB - © www.giornaledibrescia.it

La presentazione del libro di Federico Gervasoni in Sala Libretti al GdB - © www.giornaledibrescia.it

A Brescia esiste un cuore nero che non smette di pulsare. E a testimoniarlo ci sono fatti ed episodi documentati e raccontati in un libro, «Il cuore nero della città» appunto, scritto dal giornalista e collaboratore del nostro quotidiano, Federico Gervasoni ed edito per i tipi di Liberedizioni. La Sala Libretti del Giornale di Brescia ha ospitato la prima presentazione del volume: insieme all’autore il senatore Paolo Corsini e l’onorevole Alfredo Bazoli, moderati dal direttore Nunzia Vallini.

Gervasoni ha spiegato il senso profondo che lo ha spinto a scrivere il libro. «Sono la parola, la scrittura e il giornalismo le armi migliori per combattere quei rigurgiti fascisti». Rigurgiti che «la città di Brescia non può accettare», ma che esistono, come dimostrano, oltre alle «manganellate digitali», le minacce ricevute dallo stesso giornalista in più occasioni per il solo fatto di aver svolto il suo lavoro. Un lavoro che vive come missione: «Il mio compito è raccogliere notizie, verificarle e scriverle, mettere in guardia l’opinione pubblica, la politica e le istituzioni sul pericolo del fascismo per la civiltà democratica e liberale».

I rischi, d’altronde, ci sono eccome. Perché, rileva Corsini, se è vero che «non è possibile un ritorno "del" fascismo così come lo abbiamo storicamente conosciuto», non meno vero è che oggi «anche a Brescia esistono gruppi che propongono un ritorno "al" fascismo», e cita in particolare Casa Pound e Forza Nuova (nel libro è nominata anche Avanguardia Nazionale). «Queste sigle hanno un pericoloso impianto ideologico che le caratterizza, individuabile anche dagli spunti che Gervasoni offre: differenzialismo razzista, suprematismo, ossessione del complotto straniero, mitologia della sostituzione etnica, negazionismo rispetto all’olocausto, antiparlamentarismo, rifiuto dei valori del 1789, esaltazione del primato dell’azione, disprezzo della cultura, sessismo maschilista e omofobico».

Nel libro Gervasoni documenta organizzazioni e prassi dei gruppi che aderiscono a questo universo ideologico che pervade persino certi ambienti della musica e della tifoseria organizzata. Ma come si alimenta il neofascismo? Secondo Bazoli trae forza in un contesto di diseguaglianze e paure, cresciute enormemente dopo la crisi del 2008. «Al disagio le grandi famiglie politiche tradizionali non hanno fornito risposte adeguate. E questo ha gonfiato le vele del populismo di matrice nazionalista, che rappresenta il brodo culturale nel quale possono prosperare quei gruppi che si rifanno al fascismo». Occorre dunque «tenere gli occhi aperti e le antenne accese».

Anzi, come suggerisce il filosofo Popper, per difendere la democrazia, che è in sé tolleranza, si deve paradossalmente essere intolleranti con gli intolleranti. «Perché oggi siamo in una situazione estremamente delicata: i gruppi neofascisti, quando si presentano alle urne, non raccolgono grande consenso. Ma tantissimi voti vanno a chi ha preso in mano la bandiera del sovranismo e della xenofobia».

Nell’«agorà» della Sala Libretti è intervenuto anche Paolo Perucchini dell’Associazione lombarda giornalisti per esprimere solidarietà e vicinanza a Gervasoni rispetto alle minacce subite. «Il libro - ricorda Vallini - è di bruciante attualità e ha suscitato più di una reazione, talvolta con linguaggi sopra le righe». Non a caso per la presentazione è stato predisposto uno specifico servizio da parte delle forze dell’ordine. In conclusione dell’incontro spazio anche a un esponente di Casa Pound, Davide De Cesare, che non ci sta a vedere demonizzata la realtà a cui aderisce e che ha invitato l’autore del libro a visitare la sede bresciana del movimento.

 

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