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UniBs inaugura laboratori multidisciplinari d'eccellenza


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20 feb 2021, 06:00
I fondi del Miur sono stati usati anche per finanziare dei laboratori

I fondi del Miur sono stati usati anche per finanziare dei laboratori

Più assunzioni, apparecchiature e laboratori nuovi, boom di pubblicazioni e un network consolidato a livello sia internazionale che territoriale. Sono quattro obiettivi concreti raggiunti finora dai due dipartimenti di eccellenza dell’Università degli studi di Brescia, che nel 2018 hanno ricevuto 15 milioni di euro dal Miur da investire, nell’arco di cinque anni, in attività e progetti di alto livello. Ingegneria dell’Informazione (DII) e Medicina Molecolare e Traslazionale (DMMT) sono infatti i due selezionati bresciani su un totale di 180 dipartimenti in tutta Italia (26 in Lombardia), ai quali il ministero ha deciso di destinare un budget annuale di 271 milioni per la qualità della ricerca prodotta e del progetto di sviluppo presentato.

Un tesoretto che in questi primi tre anni di finanziamenti i dipartimenti bresciani hanno usato per innovare la didattica, assumere personale e finanziare ricerche e laboratori.

I progetti/1. «Il fulcro del nostro progetto d’eccellenza è la medicina di precisione - spiega il prof. Massimo Gennarelli, direttore del DMMT -, che mira a studiare le basi molecolari delle malattie e fornire i mezzi più adeguati per curarle in base ai bisogni e alle caratteristiche del singolo paziente. Per questo abbiamo avviato un nuovo dottorato in Precision Medicine, inserito nuovi contenuti nel piano didattico del corso di laurea in Biotecnologie Mediche e potenziato le piattaforme tecnologiche per uno studio più avanzato delle patologie». Questo impegno si è tradotto nell’assunzione di 9 persone, tra ricercatori e professori associati, e in un incremento delle pubblicazioni scientifiche del 30% nel 2020, on un focus su tumori, malattie cardiovascolari e neurodegenerative e, da ultimo, il coronavirus.

I progetti/2. Numeri che si ritrovano analoghi al DII, che invece ha incentrato il suo progetto su ingegneria dei dati e della conoscenza (big data, intelligenza artificiale, robotica) e sulle tecnologie abilitanti (microelettronica, fotonica, telecomunicazioni). «In questi anni abbiamo assunto un professore ordinario e 8 ricercatori under 40 - racconta il prof. Fabio Baronio, direttore del DII -. Sono stati finanziati tre grandi laboratori che formano il cuore della nostra ricerca: Smart Devices, Big Data&Sistemi Intelligenti, Fotonica e nanotecnologie, che ci hanno reso competitivi nei bandi internazionali, con forti ricadute anche territoriali».

Sì, perché se i dipartimenti d’eccellenza lavorano per creare collaborazioni a livello europeo e mondiale, i primi interlocutori sono sempre anche i più vicini: le imprese bresciane e gli Spedali Civili, punti di riferimento per numerosi progetti in corso e passati. L’obiettivo comune, ora, è dare ulteriore impulso alla ricerca lavorando in sinergia sapendo che «Medicina e ingegneria collaboreranno sempre di più in futuro».

 

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