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IN SALA LIBRETTI

Bitcoin, oro digitale tra volatilità e potenzialità della valuta «libera»

Anita Loriana Ronchi

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TeAm
18 mag 2022, 06:00
Un bancomat per bitcoin in El Salvador, primo Paese del mondo a renderlo moneta di Stato - © www.giornaledibrescia.it

Un bancomat per bitcoin in El Salvador, primo Paese del mondo a renderlo moneta di Stato - © www.giornaledibrescia.it

Di Bitcoin, con l’iniziale maiuscola se si parla della rete minuscola se della valuta, molto si parla ma ancora poco si sa. Valuta si diceva, la più esoterica della storia, tuttora chiusa in un cono d’ombra. Cosa si conosce effettivamente della sua origine (fu creata nel 2009 da un anonimo inventore con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto), e del suo funzionamento? E poi, è spendibile come qualsiasi altra forma di pagamento, cioè per esempio si può andare a mangiare una pizza e pagarla in bitcoin?

L’incontro «Bitcoin, bolla o innovazione», organizzato dal GdB ha cercato di fare luce sul tema, con l’ausilio di El Hadji Ndijane, founder della società di consulenza Bitcoin People e Riccardo Giorgio Frega di Bitcoin Italia Podcast. A questo link è possibile rivedere l'intero evento.

«C’è molta confusione - afferma El Hadji Ndijane -. Bitcoin è una rivoluzione che, con la tecnologia blockchain alla sua base, è in grado di portare grande utilità alla vita delle persone. Oggi in molti Paesi è possibile pagare in maniera estremamente semplice: attraverso una app wallet viene creato un Qr Code nel quale sono contenute tutte le info per pagare il commerciante, al cui indirizzo sono inviati i dati».

Et voilà, da un portafoglio virtuale all’altro, nell’arco di una decina di minuti, le unità di conto vengono trasferire e, qui sta l’elemento più dirompente, in modalità unbanked, senza transitare su alcun istituto bancario: le commissioni sono a zero o quasi, sia che si bonifichi in Cina o in Italia. Non solo: la rete di computer che, da ogni parte del pianeta, valida la catena bitcoin «si mette d’accordo» per aggiornare i nuovi saldi.

E il fattore rischio? «Bitcoin - risponde Hadji -, non ha bisogno di fiducia perchè la garantisce la tecnologia. Il sistema è peer-to-peer e i partecipanti hanno tutti gli stessi poteri».

Si dice «innamorato» dei bitcoin Giorgio Frega, perché «cambia tutto per sempre e consente all’umanità di scambiarsi valore senza essere controllati da alcuna organizzazione. È una sorta di vaso di Pandora dalle sconfinate potenzialità e uno scudo per i diritti umani- sostiene Frega -. Nessuno lo può congelare, è incensurabile e solo chi detiene la password che dà l’autorizzazione può accedere ai risparmi. Bitcoin non è uno strumento speculativo piuttosto un’opzione complementare e alternativa».

E aggiunge: «C’è però moltissima contro propaganda. Bitcoin invece è la risposta all’apparato finanziario, un protocollo che come internet non appartiene a nessuno». E non deve trarre in inganno la volatilità del mercato, come evidenziato dai movimenti di Borsa degli ultimi giorni «perchè alla fine delle finite il prezzo tendenzialmente sale man mano s’ingrossa la community» spiega Ndijane.

L’oro digitale, com’è stato chiamato, è un bene finito e attraente: solo 21 milioni di btc potranno essere estratti nei prossimi decenni. Persino la Banca centrale europea sta pensando ad una valuta digitale, la Central bank digital currency, che andrà in sperimentazione nel 2025. Ma, attenzione, allertano gli esperti, a «non finire in un mondo ancora più dispotico», se alla base mancano gli stessi valori di bitcoin.

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