Scuola

Dispersione scolastica, la «geografia» degli abbandoni: Ovest e Sebino ai livelli massimi

A Brescia città i numeri sono più contenuti. Pesano la distribuzione dell’offerta e i fattori socio-culturali
Fenomeno complesso: gli abbandoni hanno molteplici ragioni - Foto © www.giornaledibrescia.it
Fenomeno complesso: gli abbandoni hanno molteplici ragioni - Foto © www.giornaledibrescia.it
AA

La grande piaga degli abbandoni scolastici ha una sua «geografia»: cresce quando ci si allontana dalla città e tocca i livelli massimi nelle zone dell’Ovest e del Sebino. È quanto emerge dai dati dell’Ufficio scolastico territoriale, che ha calcolato nell’ultimo quadriennio la dispersione in ciascun ambito territoriale.

«La diversa distribuzione in questi ambiti dei frequentanti sui livelli ordinamentali - analizza la professoressa Daria Giunti - ha sicuramente un impatto sulla diversa percentuale di abbandono: se si considera che i più alti tassi si registrano tra i frequentanti degli istituti della filiera professionale (mediamente 16,1% per l’istruzione e formazione professionale e il 10,5% per l’istruzione professionale) non stupisce che, laddove più alta è la percentuale di frequenza in questi percorsi, maggiore sia l’incidenza degli abbandoni, tanto più se si considera la ricettività di manodopera anche non specializzata del tessuto produttivo della nostra provincia».

Dal punto di vista socio-culturale appare quasi una banalità osservare che la città offra opportunità di crescere in contesti, anche aggregativi, più stimolanti. «Inoltre la distribuzione dell’offerta formativa sul territorio - osserva Giunti - non è omogenea e spesso, per di più, deve scontare il problema dei trasporti». Non di rado la scelta viene infatti dettata dalla vicinanza e dalla raggiungibilità dell’istituto in cui ci si iscrive, più che dalla adeguatezza delle competenze acquisite, dalle attitudini o dal reale interesse per la proposta formativa.

Orientamento

L’insuccesso poi «non è scontato, ma certamente favorito, là dove manca un convinto supporto familiare. Insuccessi ripetuti e trasferimenti effettuati un po’ a casaccio, sono fortemente predittivi di un precoce abbandono. Non è un caso che tra quanti hanno lasciato la scuola prima di ottenere diplomi o qualifiche, gli studenti con percorso regolare siano solo il 23,6%. Per 3.659 studenti l’abbandono è stato preceduto da insuccessi anche ripetuti. Per questo è importante da una parte che i docenti siano consapevoli dell’importanza di un buon percorso di orientamento, attento a tutti gli aspetti che compongono la personalità dell’allievo, e dall’altra che le famiglie si pongano in una posizione d’ascolto e di confronto costruttivi con la scuola».

La dispersione però è anche questione di genere e di classe. Quanto alle differenze di genere, «non rappresentano una novità - rimarca Tarcisio Sartori del Centro clinico Cavour di Rovato -: le femmine tendono a prevalere nella formazione scolastica perché gestiscono meglio l’emotività e l’impulsività». Se si parla invece di differenze economiche, va detto che «incidono a tutti i livelli, di scelta, di sostegni possibili, di sicurezza, ma sono meno significative di dieci anni fa e buona parte del successo scolastico dipende dalle migliorate condizioni economiche complessive delle famiglie».

Più attenzione

Sartori sottolinea inoltre che «solo pochi lustri fa pareva impossibile raggiungere livelli di dispersione così bassi, sembrava che il 10% fosse fisiologico e che non si potesse scendere sotto: oggi invece nel Bresciano siamo all’8,1%». L’orientamento in questo senso gioca un ruolo fondamentale. Ma c’è dell’altro: «La scuola secondaria, anche su sollecitazione di alcune normative come la legge 170/2010 sui disturbi specifici di apprendimento e la circolare del 27 dicembre 2012 è molto più attenta ai bisogni scolastici e psicologici: questa maggiore attenzione consente di accompagnare al successo un numero molto più elevato di studenti».

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato